Tommaso Cotti, zio dei bimbi feriti, mostra le tracce di sangue sul pavimento
Tommaso Cotti, zio dei bimbi feriti, mostra le tracce di sangue sul pavimento

San Giovanni in Persiceto (Bologna), 20 agosto 2020 - «Se non fossero intervenuti mio padre e altri... chissà come sarebbe andata a finire»: è incredulo e preoccupato Tommaso Cotti, zio dei gemellini (sono i figli della sorella) aggrediti dalle due femmine di rottweiler Nikita e Peach. Cotti, di professione bancario, è in consiglio comunale con il gruppo del Pd è stato vicesindaco con la giunta dell’ex sindaco Renato Mazzuca ed è stato il candidato sindaco per il centrosinistra nelle amministrative del 2016. 

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Cotti, come stanno i suoi nipotini?
«Uno è stato ferito in maniera seria, mentre l’altro in maniera meno grave. Sono molto preoccupato e aspetto notizie dall’ospedale. Andrò anch’io al più presto ad accertarmi della situazione».

Come si sente adesso?
«Non ho parole per esprimere il mio stato d’animo. Mai avrei pensato che i miei nipotini potessero essere aggrediti dai cani di un vicino. E cani di quel calibro. Per fortuna sono intervenuti mio padre, il proprietario dei cani e una signora che passava dalla strada in macchina che ha sentito le grida che provenivano dal cortile. Sennò non so cosa altro sarebbe potuto succedere».

I cani hanno morsicato anche loro… 
«Mio padre è stato morsicato in diverse parti del corpo, il proprietario, non so bene, credo alle braccia e la signora che è intervenuta per salvare anche lei i bimbi è rimasta illesa». 

I suoi nipotini venivano spesso qui in campagna?
«Questa è una nostra vecchia casa di famiglia che ancora teniamo e dove mio padre ha l’orto. Nel retro abbiamo messo una piccola piscina per i bambini che utilizziamo d’estate. Il cortile di questa vecchia casa è insomma un posto dove i miei nipotini vengono a giocare. E stavano giocando nella piscina quando sono arrivati i rottweiler».

Cosa pensa di questa razza di cani molossi? 
«Penso che cani del genere non possano essere tenuti da tutti. Un sindaco potrebbe emettere ordinanze in tal senso addirittura. Vista la mole di questa razza, il carattere, la pericolosità non penso proprio che chiunque possa tenere cani del genere. Potrei azzardare nel dire che ci vorrebbe un patentino per possedere molossi simili. Insomma, occorrerebbe avere un attestato che certifichi l’idoneità del proprietario a poter avere esemplari di questa razza. Ciò per evitare poi che i cani abbiano comportamenti del genere».

Secondo lei, come mai Nikita e Peach hanno avuto questo comportamento estremamente aggressivo? 
«Può essere che i bambini in questo caso siano stati visti come delle prede. Delle prede che stazionavano in una zona intesa dai cani come un prolungamento della loro proprietà. E quindi i cani hanno scambiato i bambini come un pericolo, aggredendoli perché ritenuti intrusi. E quindi degli intrusi devono essere attaccati».