La villetta dove è avvenuta la tragedia; un cane di razza Amstaff
La villetta dove è avvenuta la tragedia; un cane di razza Amstaff

Sassuolo (Modena), 13 ottobre 2021 - "L’aspetto prioritario riguarda il senso di responsabilità del proprietario, soprattutto quando ci si trova davanti a cani che hanno potenzialità mortale. E’ fondamentale favorire la socializzazione del cane in periodo giovanile". Così Luca Rossi, esperto di psicologia canina e istruttore cinofilo interviene sul caso dell’anziana azzannata dai due Amstaff.

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"Quando i cani fanno la guardia in una proprietà e rilevano chi entra come possibile ‘competitore’ l’obiettivo è quello di allontanarlo – spiega – In questo caso è plausibile parlare di attacco di branco: ovvero gli animali si ‘caricano’ l’uno con l’altro e la presenza del sangue attiva l’istinto animale. La prevenzione è fondamentale – continua l’esperto – ed è legata al fatto che i proprietari dovrebbero fin dalla tenera età, ovvero dal 70° al 140° giorno di vita del cane, garantire rapporti di conoscenza con chi potrebbe incontrare nel suo percorso: ad esempio anziani, una persona claudicante, bambini o persone di etnie diverse. Una prevenzione volta a far sì, appunto, che il cane socializzi poiché l’obiettivo dell’animale da guardia è la segnalazione ma non deve essere il ‘morso’ o l’attacco. Il cane da guardia – spiega ancora Rossi – dovrebbe limitarsi a segnalare l’avvento della persona che non appartiene al ‘branco famiglia’, ma in questo caso non è avvenuto. Ricordo che qualche anno fa – commenta – sono stato eletto consulente tecnico di ufficio per un uomo sbranato da sette cani in Toscana: il branco aveva divorato il camionista e la responsabilità era stata data ai cani che erano vaganti, privi di priorietario. Alla fine è stato indicato come responsabile il proprietario del terreno".

L’istruttore cinofilo parla anche del tema delle razze, uno dei più discussi in questi casi. "Ce ne sono alcune che sono più frequentemente identificate come ‘pericolose’, ed è un peccato, parliamo di cani di grossa mole, con tradizioni ardite e potenti. Con animali di questo tipo, se gestiti male, episodi come questo possono purtroppo capitare. L‘innesco aggressivo sicuramente è legato al fatto che i cani hanno sviluppato una difesa attiva del territorio e probabilmente volevano allontanare il competitore che hanno identificato nella donna anziana. Frequentamente sono i più deboli, come in questo caso – conclude Rossi – a farne le spese".