Femminicidio di Bologna, D’Errico: "Più prevenzione. Il braccialetto elettronico? Aiuta"

La presidente degli Ordine degli avvocati: "Gli strumenti per tutelare le donne ci sono, ma servono anche interventi educativi a monte"

Elisabetta d’Errico è la presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Bologna

Elisabetta d’Errico è la presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Bologna

Bologna, 27 agostio 2022 - L’ennesimo femminicidio. Una relazione degenerata, stalking e vessazioni culminate in tragedia. Alessandra Matteuzzi è stata brutalmente assassinata dal suo ex, il calciatore e modello Giovanni Padovani, 26 anni, che lei il 29 luglio scorso aveva denunciato. Raccontava di password dei social sottratte per controllarla, videochiamate a tutte le ore, messaggi ossessivi. E adesso i parenti della vittima puntano il dito contro la Procura, che non ha fatto in tempo a richiedere misure cautelari nei confronti dell’aguzzino della loro cara uccisa. Secondo loro, dati gli elementi presentati da Sandra nella querela, non sarebbero stati utilizzati tutti gli strumenti a disposizione della giustizia per difendere la donna e per impedire che il suo tragico destino si compisse in questo modo terribile.

Avvocato d’Errico, secondo lei, da avvocato e da donna, si poteva fare di più?

"Esprimo vicinanza ai familiari e comprendo il loro dolore e il loro sgomento, ma non conosco il contenuto della denuncia e gli elementi a fondamento della stessa e ritengo quindi inopportuno esprimere giudizi", risponde Elisabetta Italia d’Errico, presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Bologna.

La legge a tutela delle donne vittime di minacce e violenze, ’Codice rosso’, è in vigore da tre anni, ma i femminicidi non si sono fermati. Lo strumento funziona? Potrebbe essere migliorato?

"Credo che dal punto di vista legislativo molto sia stato fatto, non è però inasprendo le pene che si risolve il problema. Forse occorrerebbe individuare strumenti di controllo a distanza per prevenire l’avvicinamento dello stalker alla persona oggetto di persecuzione, ma, riprendendo quanto detto dal Procuratore capo della Repubblica Giuseppe Amato, non è sufficiente prevedere l’uso del braccialetto elettronico, essendo necessario averne la disponibilità. Il fenomeno ha radici culturali, e a volte personologiche, difficili da estirpare. Occorre certamente maggiore prevenzione, con interventi educativi che devono essere avviati fin dalla tenera età senza distinzione di genere, cercando di intercettare le criticità familiari, attraverso una educazione collettiva che miri al rispetto della persona a prescindere dal genere. Occorre poi un maggior controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine, certamente numericamente inadeguate, soprattutto in orario notturno perché, per esempio, non è tollerabile che le donne siano stuprate per strada nei centri storici, come successo di recente a Bologna e a Piacenza".

Come Ordine degli avvocati seguite molti casi di donne perseguitate o maltrattate, in città? Come si risolvono?

"Come Ordine degli avvocati attraverso la Fondazione forense bolognese e il Comitato pari opportunità, in collaborazione con la Regione e l’Università, attraverso corsi specifici miriamo alla specializzazione degli avvocati affinché sia assicurata la competenza a tutela sia della persona offesa che dell’indagato. Le situazioni possono essere molto diverse l’una dall’altra, spesso le donne incontrano difficoltà personali che le trattengono dal denunciare oppure denunciano, ma poi non seguono l’iter processuale perché magari pensano che la situazione possa cambiare, evenienza assai rara. Altre volte le denunce si inseriscono all’interno dei procedimenti di separazione dei coniugi e purtroppo non sempre sono veritiere"

Le donne sono protette? L’iter processuale è efficace?

"Il nostro territorio ha strutture adeguate ad accogliere le donne in difficoltà e a supportarle nel difficile percorso processuale, è fondamentale che la donna non si senta sola e che le istituzioni siano in grado di offrire il supporto necessario, sia materiale che psicologico".