Bologna, 14 novembre 2019 - Niente basket per una sera, il PalaDozza (video), strapieno, si dedica alla politica. In vista delle elezioni regionali del 26 gennaio 2020 la Lega ha scelto il palasport di piazza Azzarita per lanciare la sfida al Pd. Sul palco salgono il leader, Matteo Salvini (foto), la candidata alla presidenza dell'Emilia Romagna, Lucia Borgonzoni, e i governatori delle Regioni guidate dal Carroccio: Christian Solinas (Sardegna), Attilio Fontana (Lombardia), Luca Zaia (Veneto), Donatella Tesei (fresca di vittoria in Umbria). C'è un tifo da stadio. "Possiamo vincere", grida sicura il volto del Carroccio bolognese. Presenta Mario Giordano, che riceve i primi applausi dei circa 6mila presenti. 'Romagna mia' di Casadei fa ballare le bandiere della Lega. Alessandro Morelli invita al coro “Lucia-Lucia”. Con le note del 'Triangolo' di Renato Zero riprende la scena l'ex vicepremier.

Il commento A Bologna pensando a Roma di Michele Brambilla

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Che dedica un pensiero ai contestatori: "Fuori ci sono dei teppisti che cercano di aggredire poliziotti e carabinieri. In democrazia non funziona così, poliziotti e carabinieri dovrebbero stare in stazione a controllare gli spacciatori, non in strada a bloccare i viali e a usare gli idranti perché ci sono dei violenti per i quali a Bologna può manifestare solo qualcuno che a loro sta simpatico e la Lega no. Siamo in democrazia, Bologna è aperta a tutti". "Mi auguro che non ci sia alcun poliziotto contuso e ringrazio le migliaia di persone che nonostante acqua e freddo riempiono questo palazzetto - aggiunge -, ci sono ancora dieci pullman bloccati ancora da questi delinquenti". L'evento inizia con una quarantina di minuti di ritardo proprio per consentire ai militanti fermi nel traffico di raggiungere il PalaDozza.

Quando l'ex ministro dell'Interno torna sul palco per l'intervento conclusivo si concentra molto su Bologna, definita "città visionaria". E fa un appello al cardinale Matteo Zuppi: "Mi piacerebbe incontrarlo, ho molto da imparare, spero che abbia un po' di tempo per me". Matteo Salvini parla dei bambini dal palco del PalaDozza. A un certo punto viene interrotto dal parterre. "Matteo, l'ho salvata da Bibbiano", dice un signore indicando una bambina. "Buona vita amico mio", gli ha risponde il segretario leghista. "Giù le mani dai bambini, giù le mani da Bibbiano". Infine, lancia il grido di battaglia: "Viva l'Italia, viva la democrazia, viva Lucia Borgonzoni".

Borgonzoni: "Ospedali aperti la notte e i festivi"

Intorno alle 22.30 scocca l'ora di Lucia Borgonzoni, che entra in scena tra gli abbracci e gli applausi. Sul palco la attendono i governatori leghisti: tutti esibiscono il cartello 'Lucia Borgonzoni presidente'. Poi la candidata prende la parola: "Sono emozionatissima, mai avrei immaginato una Bologna come quella che stiamo vedendo qui dentro, il cambiamento non può essere fermato". "Lo slogan che stiamo usato è semplice - scandisce -, 'l'Emilia Romagna è di tutti', per troppo tempo non è stato così, noi vogliamo una regione aperta a tutti, dove non esistano cittadini di serie A e cittadini di serie B". La sanità è uno dei temi caldi: "Noi non vogliamo un sistema per i ricchi e uno per i poveri", 

L'aspirante governatrice è un fiume in piena: “Chi minaccia di querelarmi dovrebbe vergognarsi, anche qui ci sono problemi, anche se quando lo dico mi guardano come una marziana. Parlando di sanità, c'è chi aspetta mesi per un esame e chi, pagando, ha tutto e subito. Aiutare tutti, invece, significa partire dai più deboli, con ospedali aperti la notte e nei festivi, senza il bisogno di prendere permessi dal lavoro. Noi vogliamo infermieri specializzati, che vadano ad assistere i cittadini nelle zone montane che si stanno spopolando. Non servono tasse sullo zucchero e sulla plastica, fatte dalla sinistra sapendo che, tanto, qui il popolo fa da solo rimboccandosi le maniche. Le infrastrutture, poi, sono deficitarie. Non riescono nemmeno a far partire il People Mover dopo quel che è costato. Bisogna ampliare i porti, fare accordi sulle infrastrutture con la Liguria per diventare la regione dei due mari. Le aziende, poi, vanno ancora benino nonostante il Pd, ma soffrono, come testimonia l'esplosione delle ore di cassa integrazione. Ci sono aziende agricole che aspettano ancora i fondi del 2018”.

Tocca un altro tema spinoso: “Poi, parliamo di Bibbiano. Si dovrà vergognare chi non ha controllato, non io che mi metto la maglietta. Il welfare, ancora, non funziona come dovrebbe. Le case popolari devono andare prima a chi è qui da più tempo, senza essere tacciati di razzismo”. "Questa regione funziona da 6 - sentenzia -, ma potrebbe funzionare da 10, perché è poco amata da chi la governa e la considera un poltronificio. Di immigrazione e campi nomadi invece non parlo, per non essere strumentalizzata".

"Sono convinta che possiamo farcela, anche se faranno di tutto per infangarci e per minare l'unità della nostra coalizione. Finisco con una frase - e cita Guareschi -, la verità è spesso così semplice ed elementare da sembrare incredibile. Ora liberiamo la nostra terra e, poi, l'italia intera".

Salvini a Bologna, il video della serata del PalaDozza

Salvini a Bologna: "Borgonzoni candidata di tutto il centrodestra"

"Un governo nemico degli italiani, fondato su manette, tasse, sbarchi e povertà", esordisce Matteo Salvini (video) prima di entrare al palazzetto. "Sono orgoglioso di essere protagonista, con la Lega e con Lucia, di questa stagione di cambiamento tanto a livello locale quanto nazionale - prosegue il leader del Carroccio -, all'insegna di una nuova speranza politica e della libertà di impresa".

Un rinnovamento, quello annunciato ancora da Salvini, che "si opporrà ai governi di chi fa morire una tassa per farne nascere un'altra e costringe le imprese a morire". Sulle manifestazioni organizzate in città dai collettivi e dai centri sociali di parte avversa, invece, Matteo Salvini dichiara che "se sono pacifiche, sono le benvenute".

"Lucia (Borgonzoni) è la candidata di tutto il centro-destra e di tanti bolognesi che si candideranno a suo sostegno nelle liste civiche”, chiarisce il segretario. E a proposito degli ex alleati del Movimento 5 Stelle, dice: "Possono allearsi, presentarsi o non presentarsi. Non mi preoccupa cosa fanno i 5 stelle". "Onestamente non mi preoccupa cosa fanno gli altri – afferma -, cosa fanno Di Maio, Bonaccini, Renzi o Zingaretti. Noi siamo convinti che gli emiliano-romagnoli dopo 50 anni possano scegliere un presidente diverso, un atteggiamento diverso, una squadra diversa e un futuro diverso". 

Poi risponde a una domanda sul caso Cucchi: “Se qualcuno ha usato violenza, ha sbagliato e pagherà. Questo testimonia che la droga fa male sempre e, comunque, io combatto la droga in ogni piazza”.

"Sono orgogliosa del partito che rappresento – dichiara Lucia Borgonzoni attaccando il rivale Stefano Bonaccini - e non mi vergogno di Salvini, a differenza di qualcun altro che vuole nascondere Zingaretti, Renzi e il suo partito, quando in realtà quel partito sta mettendo in ginocchio questa Regione con una serie di tasse. E' inutile che ci si nasconda". Poi affonda il colpo: "Non è che se gli altri si vergognano di essere rappresentati o di rappresentare qualcuno, mi devo vergognare anch'io, anzi, spero che Salvini venga tante altre volte e che vengano anche gli esponenti degli altri partiti del centrodestra".

Poco dopo le 18 c'è già una folla che attende l'inizio della convention della Lega davanti al PalaDozza. Alcuni cominciano ad agitare i primi cartelli. Come questo: "In Emilia di rosso resterà solo il lambrusco". E' solo l'antipasto di quanto accadrà dopo le 20.30, orario di inizio dell'evento.

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Sugli spalti il kit del sostenitore

Busta gialla con gadget al Paladozza. Sulle sedie del palazzetto dello sport per i fan della Lega il capello con visiera con il logo del partito e con 'Borgonzoni presidente', e ancora spilla e braccialetto blu con scritta bianca '#26gennaiovotalega', non manca poi la penna color blu Lega. In tanti indossano subito spilla e cappello.

Salvini a Bologna, 250 agenti impiegati

Il servizio d’ordine impiega complessivamente 250 agenti (in campo anche due idranti e alcuni alari), che si dividono tra l’interno del Paladozza, l’esterno e la contromanifestazione dei collettivi. Il corteo anti Salvini parte da piazza San Francesco attorno alle 18, per fare un salto in piazza Maggiore, dove si incrocia con il Flash Mob delle ‘sardine’ (video), e poi tornare indietro per tentare, attraverso percorsi alternativi, di raggiungere il PalaDozza.