"Smaltivano amianto". Traffico di rifiuti tossici. Nei guai due bolognesi

Indagini preliminari hanno portato a 7 misure cautelari per 14 persone accusate di traffico illecito di rifiuti e inquinamento ambientale: trasporto, stoccaggio e smaltimento senza autorizzazioni, con enormi risparmi e ingiusti profitti. 11 sequestri di immobili, 8 mezzi e 56mila euro sequestrati.

Tonnellate e tonnellate di amianto, ma anche di altri rifiuti speciali più o meno pericolosi, gestiti illecitamente in ogni fase: dalla cessione di chi li produceva, alla raccolta, trasporto, stoccaggio e smaltimento del tutto privi di autorizzazioni di chi li prendeva in carico. Un ’bottino’ che garantiva ingiusti profitti e, soprattutto, enormi risparmi sia agli imprenditori che se ne servivano sia ai gestori dello smaltimento, che interravano i rifiuti in discariche abusive o li bruciavano, incuranti dei conseguenti danni ambientali.

Questo il filo rosso delle sette misure cautelari disposte nei giorni scorsi dal giudice per le indagini preliminari Letizio Magliaro nei confronti di altrettanti indagati (14 quelli totali), accusati di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti e inquinamento ambientale. La "testa", per l’accusa coordinata dal pm Flavio Lazzarini era composta da una coppia di Finale Emilia, finita ai domiciliari, che avrebbe gestito due discariche abusive a cielo aperto zeppe di rifiuti pericolosi.

Tra i loro punti di riferimento, un trasportatore 41enne di Anzola, che ha avuto l’obbligo di dimora nella sua città d’origine in Campania ed è ora difeso dall’avvocato Milena Micele. Questi in due occasioni è stato anche pedinato e ’pizzicato’ dai carabinieri a trasportare in una discarica di Anzola 24 tonnellate totali di amianto, si ritiene con la "compiacenza" del socio dello stabilimento, a sua volta indagato. Il quarantunenne, in un caso, avrebbe scaricato 20 bancali di amianto per terra, in un’area della discarica, per poi abbandonarli lì fino a che non sono arrivati i carabinieri e li hanno sequestrati. Hanno avuto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria invece altri quattro indagati, uno dei quali difeso dall’avvocato Matteo Murgo, imprenditori o dipendenti di impresa che sfruttavano il "servizio" illegale per smaltire a basso costo e senza permessi i rifiuti pericolosi.

I finanzieri di Modena, i militari del nucleo investigativo polizia ambientale agroalimentare Forestale dei carabinieri e i carabinieri di Anzola oltre alle misure cautelari hanno eseguito 11 sequestri di immobili, otto di mezzi usati per trasportare la merce, e il sequestro preventivo per equivalente di oltre 56mila euro quale profitto del reato.

f. o.