Bologna: la Lega caccia il consigliere Giulio Venturi, nipote di Marco Biagi

Il direttivo provinciale ha votato per espellerlo, ora il portavoce del gruppo leghista a Palazzo d’Accursio può fare ricorso. Le ragioni della rottura – dalle “manganellate” auspicate per gli ambientalisti alle critiche ai dirigenti del partito – e i retroscena

Giulio Venturi, consigliere comunale e portavoce della Lega in Comune: il direttivo provinciale del partito ha votato per espellerlo

Giulio Venturi, consigliere comunale e portavoce della Lega in Comune: il direttivo provinciale del partito ha votato per espellerlo

Bologna, 4 novembre 2023  - La Lega di Bologna espelle il consigliere comunale Giulio Venturi, portavoce del gruppo leghista in Comune. Il direttivo, da quanto risulta, ha votato compatto per l’espulsione. Provvedimento sul quale, Venturi – nipote di Marco Biagi – può fare ricorso.  

Il provvedimento è stato emesso ieri sera nel corso della riunione provinciale convocata "per analizzare le mie dichiarazioni", così aveva detto lo stesso Venturi alla vigilia: da giorni era al centro delle polemiche per i suoi inviti a gestire con "pesanti manganellate" e bastonate "tra capo e collo" sia gli eccessi della movida che i blocchi del traffico attuati per protesta dagli ambientalisti, come nei recenti casi con protagonisti gli attivisti di Ultima generazione

L’espulsione, però, da quanto filtra, non sarebbe motivata dalle dure parole del consigliere sui manganelli, parole da cui la Lega, tramite il segretario di Bologna Cristiano Di Martino, aveva subito preso le distanze, bensì dagli attacchi e dalle prese di posizione contro i dirigenti del partito che il consigliere ha esternato nei giorni scorsi replicando alle critiche ricevute.

"Il direttivo e i dirigenti bolognesi e provinciali attuali del partito sono la causa della scomparsa della Lega dai radar in città", aveva affermato ad esempio Venturi.

Dichiarazioni fuori linea possono anche capitare, è insomma il ragionamento circolato ai vertici del Carroccio, ma attacchi così non possono essere accettati. Insomma, se il consigliere avesse accettato ‘lo stop’ dei vertici leghisti dopo le sue affermazione, probabilmente sarebbe andata diversamente. 

L'espulsione, comunque, non dovrebbe essere automatica: Venturi, presente al direttivo di ieri, potrà impugnarla e tentare una difesa.

Se però la 'cacciata' dal partito diventerà effettiva, Venturi dovrà lasciare il gruppo della Lega in Comune che, a quel punto, rimarrebbe rappresentato dal solo Matteo Di Benedetto visto che l'altra consigliera eletta con il Carroccio, Francesca Scarano, è passata da tempo al misto.