Mancini in azione mentre gioca a padole a Bologna
Mancini in azione mentre gioca a padole a Bologna

Bologna, 4 settembre 2018 - Dietro l’angolo, per una città scottata dall’inizio tutt’altro che brillante del Bologna – tre partite, un solo punto, nessun gol realizzato – c’è la partita della Nazionale italiana. Venerdì, sarà proprio il Dall’Ara a tenere a battesimo la prima uscita ufficiale del ct Roberto Mancini, 53 anni. La gara venerdì è in programma alle 20,45: Italia-Polonia vale la prima giornata della Uefa Nation League.

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Stadio, il Dall’Ara, che il Mancio conosce benissimo, per aver regalato emozioni (anche se il finale fu amarissimo, con la prima retrocessione in serie B) ai tifosi del Bologna. Ma nella stagione 1981/81, Roberto non era nemmeno maggiorenne. E più che segnare 9 gol (proprio così) al debutto nella massima serie non poteva fare. Roberto Mancini da queste parti ha conservato e poi acquisito tanti amici. Con alcuni dei quali condivide la passione per le racchette: dal tennis al beach, passando per il padel. E tre-quattro volte l’anno, il Mancio approda a Bologna per sfidare un altro ct.

Mario Trebbi, 52 anni, è stato il ct della nazionale di beach tennis con cui, in due stagioni, ha vinto un oro e un argento ai Mondiali. Mario si definisce «ex ct e socio di battaglie prima a beach poi a padel e, con le giuste proporzioni, amico». «Ci siamo conosciuti nel 2008 – racconta Mario –. Roberto veniva a giocare a tennis al Tc Aeroporto. Abbiamo fatto qualche torneo di beach tennis, in coppia, poi si è appassionato di padel». Se non fosse diventato un grande calciatore, forse il ct azzurro avrebbe potuto costruirsi una carriera sui campi in terra rossa. «Ha una coordinazione pazzesca – insiste Mario –. Una volta, ai Giardini Margherita, giocò un passante in corsa straordinario. Alla Ivan Lendl. Perché Roberto ha una marcia in più». Mancini ha promesso di andarlo a trovare, magari se la Nazionale gli concederà un’ora di tempo andrà al Country Club di Villanova di Castenaso, dove Trebbi lavora.

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«Il colpo migliore? Il dritto. Però da ex calciatore ha una mobilità straordinaria. E pure una capacità di leggere e anticipare le situazioni in campo, notevoli». Mario unisce la passione per il tennis a quella per i colori rossoblù. E un sogno nel cassetto... «Sia chiaro – sottolinea Trebbi – ora tifo per Roberto. Spero che prima vada agli Europei e che riporti l’Italia ai Mondiali, dove è giusto che giochi. Però, un giorno, mi piacerebbe vederlo sulla panchina del Bologna. La nostra panchina. Mancini è una bandiera, qualche anno fa c’era stato più di un contatto con Joey Saputo, poi non se ne fece nulla. Ma la presenza di Roberto sarebbe una garanzia. Per lo spettacolo, e per i punti».