Bologna, 28 novembre 2020 -  Numero 3 in campionato (grazie alla complicità e all'assist di Awudu Abass, che era il depositario della canotta) e 18 per l'EuroCup. Marco Belinelli, visibilmente emozionato nell'impianto della Fiera, cita la Virtus e la Fortitudo, la Nazionale e San Giovanni in Persiceto, Bologna e la Nba.

E' un momento particolare per la Virtus e ad aprire le danze ci pensa Aleksandar Djordjevic, l'allenatore della Virtus. “Mi dispiace che non ci siano i nostri tifosi a riempire questo impianto. Sono contento per Marco e, con lui, in palestra, cominceremo subito a parlare di difesa e di mano sinistra dal primo allenamento (ride, ndr). Credo che questa sia la firma più importante degli ultimi quarant'anni per quello che riguarda la pallacanestro italiana”.

Ringrazia Massimo Zanetti, Luca Baraldi, Paolo Ronci, il tecnico che poi va oltre e lascia la parola a Belinelli. Non prima di aver ricordato di aver cominciato a inseguire l'azzurro già dal lontano 12 luglio.

Con Marco c'è tutto il suo entourage: la moglie Martina, i fratelli Enrico e Umberto ed Elisa Guarnieri, che cura l'immagine di Beli da una vita.

“Sono molto emozionato – commenta Marco – credo che lo si capisca”.

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Partono i primi applausi quando, alla Segafredo Arena, sono passati pochi minuti dalla 15. In parterre sembra di assistere a una partita di campionato (a porte chiuse ovviamente) perché tra addetti ai lavoro, amici, sponsor, tecnici e dirigenti il numero sfiora le cento unità. Scattano i flash, partono le riprese. Con Belinelli la Virtus torna al centro del mondo del basket.

“Con questa maglia sono arrivato a Bologna, da San Giovanni in Persiceto, quando avevo 11 anni. Voglio ringraziare tutti. E voglio ringraziare la Fortitudo, che mi ha fatto crescere”.

Non replica agli striscioni e alle polemiche innescate dai tifosi dell'Aquila che gli rinfacciano alcune frasi e promesse del 2007. Ringrazia l'Aquila e non aggiunge altro. Il suo nuovo pensiero è la maglia bianconera della Virtus. Lo sarà per i prossimi tre anni.

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“Sono molto carico – insiste – sento il fuoco dentro di me. Se fosse possibile, e chi mi conosce sa che è così, vorrei potermi allenare subito. Ho sentito il calore dei tifosi, ma ora preferirei lasciar parlare il campo”.

Il campo lo sentirà da domenica prossima, con Sassari. Prima ci saranno alcune cose da sistemare e da capire. L'ingresso in un nuovo sistema di gioco. “Sono qua per aiutare la squadra a vincere. Sono qua per migliorarmi, anche se ho 34 anni. Magari lavorando di più con la mano sinistra, meno in difesa”.

Se la ride, Beli, scherza con Djordjevic, ricorda anche la finale scudetto del 2005 quando lui, con la Fortitudo, vinse lo scudetto, grazie all'instant replay, contro Milano, nelle cui fila giocava proprio il suo attuale allenatore.

“Con Sale non ci saranno problemi. Conosco la pallacanestro. So che qua gli obiettivi sono l'EuroCup, lo scudetto, il ritorno in Eurolega. L'Eurolega. Un passo alla volta cercheremo di fare tutto. Tornare a casa per me è stato importante. Qua c'è la mia famiglia, ci sono i miei affetti, i miei amici. Voglio dare il meglio”.

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Posa con la maglia numero 3 che gli dona Zanetti – e che la Macron ha realizzato in tempi da record per lui -, Marco, poi parla anche della Nazionale.

“Le qualificazioni per le Olimpiadi? La nazionale mi è sempre piaciuto. Ci sono sempre andato volentieri. Se mi chiameranno ci sarò sempre”.

Poi torna sul numero 3, che ha sottratto ad Abass. “Non pensate che sia così str... e abbia preteso il numero. E' quello con cui ho vinto a San Antonio. L'ho chiesto ad Awudu, che è un bravo ragazzo e me l'ha dato. In EuroCup, invece, avrò il 18. Il mio numero di scelta, al primo giro del draft, nel 2007 quando sono entrato nella Nba. Mi hanno sempre portato fortuna. Spero continui a essere così”.

Il punto Belinelli spirito slavo: ora la Virtus è la favorita 

 

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