LUCA RAVAGLIA
Cosa Fare

Ferragosto, alla scoperta della cascata dell’Alferello: un’oasi rinfrescante

Viaggio nel salto naturale di Alfero, tra i più belli in Romagna: "Un paradiso in mezzo al verde, qui ci si ricarica davvero"

Cesena, 13 agosto 2022 - ‘Cascata’ . La freccia a destra indica il bosco che digrada verso valle, oltre il parcheggio gremito di auto e il cartello dedicato all’area del Fumaiolo, che promette qualità e natura. Un mix che ad Alfero ha un sinonimo su tutti: l’angolo di paradiso creato dall’acqua che scende dalla roccia e forma una rigenerante piscina naturale circondata dagli alberi.

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Una gemma che nell’anno della riscoperta delle vacanze Made in Italy è stata presa d’assalto a un gran numero di turisti, cesenati e non solo. Per arrivare servono una decina di minuti di passeggiata in discesa, prima sui sassi, poi in mezzo al verde, dove il sentiero si avvita tra curve e scalini. E’ da qui che il silenzio si rompe per via del rumore dell’acqua. E delle risate dei pargoli che accelerano il passo pregustando il bagno.

Bagno alla cascata dell’Alferello nel territorio di Alfero (foto Luca Ravaglia)
Bagno alla cascata dell’Alferello nel territorio di Alfero (foto Luca Ravaglia)

La natura detta le regole e l’uomo (almeno per ora) deve adeguarsi: non ci sono distese dove accogliere il turismo di massa, ma nicchie, insenature e speroni sassosi sui quali il primo che arriva piazza il telo e campeggia. Coi piedi a mollo e la città che sembra in un altro pianeta, chiacchierare con chi condivide il relax senza copertura telefonica è un attimo.

Così ecco padre e figlio cesenati, col cane al seguito, che si sono ritrovati a fare da involontari promoter del territorio: "Abbiamo conosciuto una famiglia di Napoli, abituata alle vacanze in Grecia, ma che quest’anno ha scelto Bagno di Romagna ed è rimasta conquistata. Dicono che torneranno ancora in questi luoghi. Cascata compresa, perché qui c’è tutto quello che serve per ricaricare le batterie e godersi la vita".

Come fanno pure le famiglie di amici che si sono date appuntamento a metà del guado, figli di età assortite al seguito, che mentre i genitori si rilassano, ispezionano palmo a palmo la natura circostante, senza disdegnare tonificanti rinfrescate a mollo nelle due pozze più profonde: la prima è sotto la cascata, la seconda è poco oltre, seguendo il corso del fiume, in un punto in cui c’è chi si dedica a tuffi acrobatici. Come Andy, che arriva dall’Austria, insieme alla moglie romagnola e al figlio piccolo da cullare su un’amaca. Il buonumore è contagioso: "Ogni volta che veniamo a trovare i suoceri ci fermiamo qui, in questa meraviglia".

Oltre all’acqua incontaminata, c’è molto altro, a partire dalla bellezza di un luogo che riconcilia con se stessi. Lo dimostrano quattro amici, con uno spuntino appena consumato e un mazzo di carte da ramino che passa di mano in mano. Non serve altro. Forse nemmeno l’orologio, visto che qui, anche se si è fatto pomeriggio inoltrato, continuano gli arrivi: fidanzati e famiglie che magari non faranno il bagno, ma si godranno le luci del tramonto da una posizione invidiabile. Chi si toglie le scarpe fa da contraltare a chi le rimette.

E allora ecco il percorso a ritroso, in salita, con qualche brontolio, se non altro dello stomaco. Ma nessun problema, perché per quello c’è il furgoncino che nel parcheggio propone tortelli alla lastra: "Stiamo lavorando bene, i piatti tipici di queste zone piacciono eccome, anche ai numerosi turisti che arri vano da mezza Italia e da tante località all’estero. Era davvero tanto che non si respirava un clima così sereno".