"Non sono pericoloso né violento"

L’uomo di origini marocchine respinge le accuse presentate in un esposto al prefetto da 40 linaresi.

"Non sono pericoloso né violento"
"Non sono pericoloso né violento"

"Non sono violento, né pericoloso e le cose scritte nell’esposto dei linaresi non corrispondono al vero". Questa la risposta del cittadino di Linaro, che si è ritrovato un esposto firmato dai suoi concittadini. Con una petizione pubblica 40 cittadini di Linaro a Mercato Saraceno hanno scritto al prefetto, al questore, al comandante provinciale dell’Arma e al sindaco di Mercato per manifestare il forte disagio determinato dalla non pacifica convivenza causata (a loro dire) dagli atteggiamenti riottosi di un cittadino di origine marocchina, residente nel centro. Secondo gli abitanti i suoi atteggiamenti sarebbero pericolosi e umilianti: userebbe violenza fisica e psicologica. L’uomo, secondo l’esposto, viaggerebbe a fortissime velocità nei centri abitati e parcheggerebbe l’auto sul suolo pubblico sporcandolo di olio e liquido corrosivo.

L’uomo di origini marocchine si difende: "Ho motivo di pensare che tutto questo sia in qualche modo legato alla causa intentata nei miei confronti e conclusa ieri con la mia piena assoluzione. Non intendo polemizzare forse a volte per difendere i miei diritti passo per persona aggressiva, ma io e la mia famiglia vogliamo solo essere lasciati in pace, e non diffamati, nel caso dovrò difendermi nelle sedi opportune. Non sto ad aggiungere le circostanze nelle quali sono dovuto intervenire, a volte con forza, per fare spostare dei veicoli che impedivano l’accesso alla mia abitazione, in vari casi fino a tarda notte". La vicenda in questione pone una serie di riflessioni ritenendo non opportune o forse dannose certe prese di posizione, perchè non favoriscono le condizioni per creare un clima sereno in un paese, anzi il contrario.

"Avevamo proposto circa un anno fa – aggiunge – ai compaesani di Linaro di metterci attorno ad un tavolo per cercare di trovare un punto di incontro al fine di comprendere le ragioni di tutti, in un’ottica di integrazione, ma l’invito non è stato accolto". Altra considerazione è che se non si interviene con più leggerezza i contrasti aumenteranno ulteriormente, e più che le aule di tribunale, o l’intervento di forze di polizia, forse sarebbe meglio scegliere la via maestra, che è quella del buon senso e dalla pace. Casi di mancata integrazione (un tema di strettissima attualità che va affrontato con il concorso di cittadini, istituzioni e scuole) hanno sempre prodotto danni a livello di qualità della vita e convivenza pacifica. E questo ancor più in paesi in via di spopolamento come alcuni luoghi in collina.