Bologna, 26 novembre 2021 - L'allarme variante sudafricana è partito, ma Roberto Burioni, il virologo pesarese, non si fascia la testa: "Sulla nuova variante ancora non si sa sostanzialmente niente. Per cui, fermo restando che bisogna stare all’erta, non fatevi prendere dal panico. Di varianti potenzialmente pericolose ne sono apparse (e sparite) molte nei mesi scorsi, speriamo che questa faccia la stessa fine". E’ l’appello lanciato su Twitter dal virologo. "Ovviamente la prudenza è d’obbligo. Per cui fa benissimo il nostro paese a bloccare gli ingressi dalle zone dove è presente la variante sudafricana".

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Variante sudafricana, nuova variante Covid: l'Italia in allerta

Con una ordinanza del ministro Roberto Speranza, infatti, è vietato l'ingresso in Italia da 8 Paesi dell'Africa meridionale: Sudafrica, Lesotho, Botswana, Zimbawe, Malawi, Mozambico, Namibia ed Eswatini. Chi è già in Italia ma è stato nei 14 giorni precedenti in uno di questi paesi, prescrive l'ordinanza, devono comunicarlo al dipartimento di prevenzione della Asl competente, sottoporsi a test molecolare, fare 10 giorni di isolamento fiduciario e al termine un altro tampone molecolare. L'ordinanza ha decorrenza fino al 15 dicembre. 

Intanto il primo caso della variante sudafricana del Covid-19 è stato confermato in Europa, per la precisione in Belgio. Il ministro della Salute ha fatto sapere che "una persona, non vaccinata e trovata positiva al Covid-19 lo scorso 22 novembre, ha contratto la variante B.1.1.529. La persona in questione ha viaggiato all’estero".

"Al momento non ci sono dati sufficienti che ci indichino innanzitutto la trasmissibilità e in secondo luogo se la variante eluda o meno i vaccini attualmente disponibili. È chiaro che allora sarebbe un problema: al momento è presto e non è presente in Italia, ma va attenzionata", ha detto il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri a Senigallia. "Giusto preoccuparci - ha invece sottolineato Matteo Bassetti - ma non bisogna esagerare. Stamattina ho visto troppa preoccupazione, in questi momenti bisogna tenere la barra dritta. Preoccuparsi vuol dire studiare, bisogna analizzare tutti i campioni positivi, che credo che in Italia non abbiamo ancora avuto, ricordandoci che le varianti nascono dove non ci sono molto vaccinati".

"Come sempre non dobbiamo spaventarci, sappiamo che la nuova variante ha più capacità di diffondersi ma al momento non abbiamo certezza sulla letalità. Colleghi sudafricani mi hanno detto che sono scattati subito i sistemi di sorveglianza genomica e di sequenziamento. E questo è importante. I vaccini anti-Covid dovrebbero rispondere – dice Giuseppe Novelli, genetista ordinario di genetica medica all’Università di Tor Vergata di Roma –. Questa nuova variante è un po’ particolare perché contiene il doppio delle mutazioni trovate fino ad oggi sulle varianti classiche. Si è originata da un paziente africano".

"Il vaccino probabilmente continuerà a fare il suo mestiere, non fasciamoci la testa ma la preoccupazione è legittima – dice l’infettivologo Massimo Galli –. Dalle varie cose che stanno emergendo è necessario capire se, questa variante, diventerà un competitor della Delta, e tutti capiamo che la faccenda diventerebbe seria. Non sappiamo se è possibile che sia in grado di bucare il vaccino, io non sono convinto di questo ma non abbiamo i dati per poterlo dire. Il vaccino probabilmente continuerà a fare il suo mestiere".

"Stiamo tranquilli, la terza dose aumenta respiro risposta immunitaria: non c’è motivo di preoccupazione, per ora dobbiamo essere tranquilli. Non sappiamo se i vaccini la coprono ma il richiamo, la terza dose, aumenta il respiro della nostra risposta immunitaria. Io sono confidente che il vaccino coprirà anche questa". Così l’immunologo Alberto Mantovani, direttore scientifico dell’Humanitas. L’Istituto Spallanzani intanto ha costituito una task force per analizzare dati che afferiscono a livello internazionale e predisporre il sequenziamento dei ceppi ai fini di sorveglianza virologica.

In Africa, confermano i centri specializzati nella pandemia, l’hanno rilevata in poco più di 80 campioni. "E quello che preoccupa è la presenza di oltre 30 mutazioni solo nella regione della proteina Spike, responsabile dell’ingresso del coronavirus Sars-CoV-2 nelle cellule umane. L’Istituto nazionale per le malattie trasmissibili (Nicd) in Sudafrica – afferma una nota – ha annunciato il rilevamento di una nuova variante del virus Sars-CoV-2, a seguito del sequenziamento genomico. Il suo emergere coincide con un improvviso aumento dei casi nella provincia di Gauteng negli ultimi giorni ed è quindi attentamente monitorato dalle autorità sanitarie sudafricane".

Si tratta di 77 campioni raccolti tra il 12 e il 20 novembre dalla provincia sudafricana di Gauteng, 4 campioni invece arrivano dal Botswana e 1 campione in cui è presente la nuova variante è stato segnalato a Hong Kong. "La variante B.1.1.529 mostra più mutazioni nel genoma del virus", ribadiscono gli esperti dei Cdc africano. Che contestano le restrizioni dell’Europa: "Le restrizioni imposte rendono sempre difficile coordinare una risposta. Non aiutano, non hanno mai contribuito a ridurre la diffusione di alcuna variante nel mondo», hanno aggiunto. L’allarme sale in Gran Bretagna, dove gli esperti hanno definito tale mutazione la «più preoccupante che abbiamo visto finora. «Nelle ultime 48 ore - ha spiegato il segretario di stato Javid - è stato rilevato un piccolo numero di casi di questa variante nel database genomico internazionale. Non ci sono casi rilevati al momento nel Regno Unito".

Mentre si conferma anche in Israele: "Siamo sull’orlo di un’emergenza", dice il premier Naftali Bennett chiedendo a "tutti di essere pronti per lavorare 24 ore su 24". Il primo caso nel Paese di variante Sudafricana è stato rilevato in un cittadino rientrato dal Malawi. Israele ha già deciso, come l’Italia, il blocco all’arrivo in Israele di cittadini di 6 Paesi del sud dell’Africa e imposto restrizioni agli israeliani in rientro da quei luoghi.