Tecnici in un laboratorio di Città del Capo
Tecnici in un laboratorio di Città del Capo

Bologna, 26 novembre 2021- È stata rilevata in Sudafrica una nuova variante del virus, denominata B.1.1.529 o anche 'Nu'. Secondo gli scienziati sarebbe responsabile dell'aumento dei contagi nella popolazione - complice anche il basso tasso di vaccinazione - e preoccupa per le sue molteplici mutazioni. Il virus, quindi, torna a fare paura e le istituzioni corrono ai ripari. Il ministro della Salute Roberto Speranza ha disposto il divieto di "ingresso e transito nel territorio nazionale alle persone che nei 14 giorni antecedenti hanno soggiornato o transitato in Sudafrica, Lesotho, Botswana, Zimbabwe, Malawi, Mozambico, Namibia, Eswatini, a eccezione dei cittadini italiani che abbiano la residenza anagrafica in Italia da data anteriore alla presente ordinanza unitamente ai figli minori, al coniuge, o alla parte di unione civile, a condizione che non manifestino sintomi da Covid-19". 

Tecnici in un laboratorio di Città del Capo

In seguito è arrivata anche la risposta dell'Europa. La Commissione europea ha raccomandato ai Paesi Ue l'impiego di un "freno di emergenza" per i viaggi dall'Africa del Sud, per arginare la variante. Secondo la presidente Ursula von der Leyen, che raccomanda la sospensione di tutti i voli con i paesi interessati, la mossa contribuirà a "limitare la diffusione" della variante. I viaggiatori di ritorno dalla regione, ha aggiunto, dovranno "rispettare rigide regole di quarantena".

Non ci sono casi in Italia, mentre in Europa ne è stato individuato uno in Belgio. 

Terza dose: le ultime notizie in Emilia Romagna

La nuova variante sudafricana al Covid "sembra essere molto problematica. Vedremo cosa decideranno l'Europa e l'Italia, sono sicuro che saranno prese tutte le precuazioni del caso". A dirlo è il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, questa mattina a margine di una conferenza stampa nella sede dell'Ausl di Bologna. Della nuova variante, premette Bonaccini, "Bisogna chiedere al Governo italiano e al ministero. Siamo di fronte, come abbiamo visto in altri casi, a varianti che paiono essere molto problematiche. Quindi spero si prendano, ma non ho dubbi su questo, tutte le precauzioni del caso". Al momento, comunque, in Emilia-Romagna non c'è motivo di sollevare allarmi sulla nuova variante.

Ne è sicuro Paolo Bordon, direttore generale dell'Ausl di Bologna. "In questo momento, è vero, c'è una variante che preoccupa gli esperti - dice- lasciamoli fare il loro lavoro e vediamo che diffusione e impatto avrà. In questo momento sicuramente non crea allarme nella nostra regione e nel nostro Paese, perchè non è stata trovata. Ma è l'ulteriore prova che purtroppo questa lotta infinita non è terminata". 

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Cosa si sa sulla nuova variante

L'hanno rilevata in poco più di 80 campioni nell'Istituto nazionale per le malattie trasmissibili in Sudafrica. Quello che preoccupa è la presenza di oltre 30 mutazioni solo nella regione della proteina Spike, responsabile dell'ingresso del coronavirus Sars-CoV-2 nelle cellule umane. Cosa si sa finora della nuova variante etichettata come B.1.1.529 e intercettata in Sudafrica lo spiegano gli esperti dei Cdc africani, i centri per il controllo e la prevenzione delle malattie. Al 25 novembre la variante era presente in 77 campioni raccolti tra il 12 e il 20 novembre dalla provincia sudafricana di Gauteng, 4 campioni invece arrivano dal Botswana e 1 campione in cui è presente la nuova variante è stato segnalato a Hong Kong. "La variante B.1.1.529 mostra più mutazioni nel genoma del virus", ribadiscono gli esperti dei Cdc africano. "Alcune sono state rilevate in varianti precedenti, come Alfa e Delta, e sono state associate ad una maggiore trasmissibilità ed evasione immunitaria". 

Finora "non ci sono prove di cambiamenti nella gravità dell'infezione". È, invece, uno degli aggiornamenti dall'Ecdc, Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie. Entrambi gli enti di ricerca, però, concordano su un aspetto: la nuova variante è molto più contagiosa. "Sulla base delle evidenze disponibili, è probabile che" la nuova variante rilevata in Sudafrica, Nu, "sia associata ad un livello molto alto di trasmissibilità e fuga immunitaria significativa".

"Si teme, inoltre, che l'elevato numero di cambiamenti delle proteine Spike possa portare a un significativo cambiamento delle proprietà antigeniche del virus". In altre parole, non si sa quale potrebbe essere la risposta del sistema immunitario umano alla variante. Il gruppo tecnico sull'evoluzione dei virus dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) si incontra oggi per discuterne. "Sulla base di ciò, l'Ecdc deciderà sulla riclassificazione della variante B.1.1.529".