Il gelato, delizia per i turisti ma non solo (foto Ansa)
Il gelato, delizia per i turisti ma non solo (foto Ansa)

Bologna, 21 gennaio 2020 - Ha goduto di una prestigiosa anteprima la guida alle migliori gelaterie d’Italia, realizzata dal Gambero Rosso e presentata al Sigep di Rimini, il più importante appuntamento dedicato al gelato artigianale e all’arte del dolce (foto). Una guida che, per il quarto anno consecutivo, segnala i migliori indirizzi italiani dedicati al “sottozero”, riservando una particolare attenzione a quei gelatieri che hanno scelto un approccio di studio, ricerca, attenzione all’ambiente e sostenibilità. In Emilia-Romagna, otto gelaterie si sono aggiudicate tre coni su tre, il massimo riconoscimento possibile. Solo la Lombardia, con undici menzioni, è riuscita a fare meglio.

Bologna

A fare la parte del leone è Bologna, che si conferma tra le città più golose d’Italia con tre gelaterie ai vertici della classifica: Cremeria Santo Stefano, Cremeria Scirocco e Stefino. La guida Gambero Rosso la definisce “l’insegna dei momenti felici per molti bolognesi”, il luogo in cui “nascono creazioni mai scontate, ognuna frutto di un’emozione, un ricordo o un incontro”: è la Cremeria Santo Stefano, al civico 70 dell’omonima via in centro a Bologna. La gelateria, gestita dalla famiglia Cavallari, ha avuto il plauso dei severi giudici soprattutto per l’accurata selezione delle materie prime, per i sorbetti (definiti “indimenticabili”) e per i gusti curiosi e originali. Alcuni esempi? Latte e fieno, uva fragola, pera Williams e sedano.

Quarto anno con tre coni anche per la Cremeria Scirocco di via Barelli, capitanata dall’estroso chef bolognese Andrea Bandiera. Bandiera, che in questi giorni ha deliziato i visitatori del Sigep con le sue creazioni a base di cioccolata, è un attento sperimentatore. Innamoratosi della granita dopo un viaggio in Sicilia nell’estate del 2004, Bandiera è noto anche per la sua attenzione alla cucina degli avanzi e alla sostenibilità. Proprio in occasione del Sigep, ha realizzato una ricetta del recupero, a base di “pane secco con olio bio e scorza di limone”, servito con la crosta del pane ricoperta di cioccolato.

Genuinità, sostenibilità e filiera corta sono anche le priorità della gelateria Stefino (via San Vitale 37), aperta nel 1998 da Stefano Roccamo. Roccamo, che ama definirsi un “artigiano”, è impegnato da anni nella valorizzazione dell’agricoltura biologica e, in tempi non sospetti, aveva già creato un laboratorio eco-sostenibile, dotato di sistemi per il recupero dell’acqua di raffreddamento dei frigo e dei pozzetti. Oltre ai gusti classici, tutti privi di glutine, grassi idrogenati, emulsionanti, stabilizzanti, aromi sintetici e coloranti artificiali, i suoi best seller sono i sorbetti, a base di frutta oppure di cacao e spezie.

Modena

A Modena, in piazza Mazzini, c’è una gelateria che serve gusti come La bella addormentata, il Bicerin o Walking in Vignola ed è per questo finita anche sulle pagine della guida Lonely Planet: si tratta di Bloom, in via Taglio 16, anch’essa premiata dal Gambero Rosso per il quarto anno di seguito. Con uno slogan all’insegna del “gelato fruibile per tutti, inclusivo e non esclusivo”, Bloom ha creato un gelato con la lista degli ingredienti più breve possibile, per andare incontro a tutte le possibili esigenze nutrizionali. Nessun additivo naturale o artificiale e attenzione alle materie prime: nasce così un prodotto in grado di emozionare anche i clienti più esigenti.

Reggio Emilia

Reggio Emilia, il Gambero Rosso consiglia di fare una fermata al “Capolinea”, famosa cremeria in via Simonazzi fondata da Simone De Feo – che prima faceva l’informatico – assieme alla compagna Monica. I due non producono solo gustosissimi gelati (particolarmente gettonate le creme al pistacchio e alla nocciola), ma da qualche tempo si sono appassionati ai lievitati: oltre a panettoni e colombe, creano ogni giorno babà, biscotti e focaccine. E un’irresistibile crema di gianduja tutta da spalmare.

Ferrara

Una gradita conferma anche nel ferrarese: il Teatro del gelato, gelateria di ricerca a Sant’Agostino, in via Sandro Pertini 2, compare anche quest’anno nel gotha degli indirizzi più buoni d’Italia. Merito di un gelato gustoso e digeribile, frutto di continue prove, di uno studio costante e di un attento sistema di conservazione, al riparo dalla luce e da agenti esterni che possano comprometterne la qualità.

Parma

Doppietta per il parmense Ciacco, premiato con i “Tre coni” sia nella città natale, sia a Milano, dove ha recentemente aperto un laboratorio. Una sfida, quella del gelato “senz’altro”, naturalmente buono e privo di additivi, che il fondatore Stefano Guizzetti, tecnologo alimentare, ha stravinto. E, per celebrare Parma nel prestigioso ruolo di Capitale europea della cultura 2020, è nato addirittura un gusto ad hoc, a base di erba medica, latte e miele. Un mix di aromi che ricorda il fieno di erba medica infuso nel latte del Parmigiano reggiano, cui viene aggiunto il miele millefiori della Val Baganza. Assaggiarlo significa intraprendere un viaggio alla scoperta del territorio parmense e delle eccellenze gastronomiche che tutto il mondo ci invidia.

Poco lontano da Parma, a Salsomaggiore Terme, è la gelateria Sanelli ad aggiudicarsi l’ambito riconoscimento del Gambero Rosso. Aperta nel 1949, la gelateria ha visto avvicendarsi tre generazioni della famiglia Sanelli: attualmente, a impugnare il timone è il giovane gelatiere Costantino, succeduto al padre Corrado e ai nonni. Una gestione familiare che traspare in ogni dettaglio: il 50% della frutta utilizzata per i gelati viene dall’orto di famiglia, il resto è rigorosamente stagionale e a km zero. In gelateria si preparano anche prodotti tipici siciliani, tra cui un dolce a base di pistacchio di Bronte e un delizioso “torrone-gelato”.