Ancona, 23 gennaio 20201 - Chiedono il ritiro dell’ordinanza ma dalla Regione arriva solo la certezza che la ripresa della scuola in presenza, nelle Marche, non avverrà nemmeno a febbraio. Nessuna buona notizia dall’esito dell’incontro che una delegazione del comitato "Priorità alla scuola", in protesta ieri pomeriggio davanti a Palazzo Leopardi (video), ha strappato durante la seduta del consiglio regionale, tenuto a porte chiuse per l’emergenza Covid e per casi di positività tra i consiglieri.

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"Il vice presidente del consiglio regionale, Andrea Biancani – ha detto Valerio Cuccaroni, insegnante del liceo scientifico Galilei e membro della delegazione ricevuta attorno alle 16 – ha detto chiaramente che non c’è nessuna certezza che la scuola possa riprendere in presenza a febbraio. Purtroppo da mesi, ci è stato riferito, i consiglieri di minoranza stanno proponendo lo screening nelle scuole, in modo da fare il tampone agli studenti per farli tornare in classe, ma l’assessore alla sanità ha detto che la priorità adesso sono i vaccini".

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Un’ora prima era iniziata la terza giornata di protesta organizzata dal comitato che è intenzionato ad andare avanti. Un centinaio i manifestati che si sono ritrovati ieri per il terzo round in Regione finalizzato a chiedere al governatore Francesco Acquaroli di ritirare l’ordinanza che fa perdurare la didattica a distanza nelle superiori fino al 31 gennaio. Al presidente della Regione e alla giunta sono stati indirizzati due striscioni. Uno, scritto in dialetto per far meglio comprendere il messaggio, riportava "Acquaroli ce senti? Riapri le scole". L’altro "Priorità alla scuola, no dad, riaprite le scuole".

Qualche manifestante teneva in mano dei fogli con scritto "stop dad, vogliano, possiamo, dobbiamo tornare in presenza". Al presidio c’erano insegnanti, studenti di vari istituti superiori, e genitori. Vittorio Sergi, prof di filosofia al Rinaldini di Ancona, presente anche alle altre due proteste, ha ribadito che "la scuola non può essere l’ultima ruota del carro, non si può sacrificare per qualche punto in meno dell’indice Rt" e ha osservato come "la dad non è altro che pedagogia autoritaria, poco partecipativa".

Le parole della ministra Azzolina che in questi giorni ha detto che la didattica a distanza non può funzionare hanno fatto piacere agli insegnanti ma Sergi ha sottolineato che poi lo stesso governo "stanzia finanziamenti per favorire la digitalizzazione mentre nelle scuole abbiamo bisogno di aule più grandi e pomeriggi aperti per studiare". Per Carlo Sdogati, rappresentante della consulta provinciale degli studenti, tra i suoi compagni "stanno aumentando le situazioni di disagio, non si impara più nulla con la dad perché è solo un sovraccarico di informazioni".

Ad Acquaroli ha voluto ricordare che "saremo noi un domani il futuro elettorato e ci ricorderemo di cosa non è stato fatto". La delegazione del comitato voleva parlare inizialmente con il presidente del consiglio regionale Dino Latini, per consegnarli le 2.250 firme raccolte con la petizione online partita da una settimana, ma è stata ricevuta dal suo capo di gabinetto e dai consiglieri di minoranza oltre che da vice presidente del consiglio regionale. Il capo di gabinetto si è impegnato per far incontrare a breve 5 consiglieri di minoranza con la giunta e trovare una soluzione per la scuola.