Ancona, 21 gennaio 2021 - È deciso, anche gli studenti delle Marche torneranno a scuola in presenza, al 50 per cento. Lo faranno da lunedì prossimo, tutti quelli delle superiori. La diminuzione dei contagi registrata nell’ultima settimana, con un indice Rt sotto l’1, e l’accordo raggiunto al tavolo scuola di ieri mattina, ha portato il presidente della Regione Francesco Acquaroli ha firmare una nuova ordinanza che revoca quindi quella del 5 gennaio. Il ritorno potrebbe essere a metà per ciascuna classe. Nel provvedimento infatti viene scandito che "è fortemente raccomandato che la percentuale del 50 per cento sia determinata in riferimento al numero degli alunni delle singole classi e non solo dell’interno istituto scolastico". Ecco quindi che i dirigenti potrebbero ritrovarsi a decidere che nella stessa classe solo la metà tornerà sui banchi e il resto seguirà la lezione da casa.

Scuola: nelle Marche superiori in classe dal 25 - Emilia Romagna: licei in presenza al 50% fino al 6 febbraio - Colore Veneto tra arancione e giallo. Zaia: "La scuola? Un fattore di rischio" 

Intanto il Tar ha accelerato i tempi della sua istruttoria, dopo il ricorso presentato martedì dal comitato "Priorità alla scuola" e ha respinto l'istanza cautelare urgente contro l'ordinanza del presidente della Regione che stabiliva la prosecuzione della Dad per le superiori al 100% fino al 31 gennaio compreso, perché lo stesso governatore ha revocato il provvedimento e ne ha firmato un altro che fissa la ripresa delle lezioni in presenza al 50% a partire da lunedì 25 gennaio.

Secondo il Comitato Pas, il Tar "attesta che il presupposto è venuto a mancare nel momento in cui la Regione ha emesso la nuova ordinanza, implicitamente affermando che il presupposto di accoglimento esisteva precedentemente a tale data. Il presupposto alla base del ricorso presentato dai genitori "è fondato e permane l'interesse dei ricorrenti alla decisione dell'istanza cautelare" sostengono i rappresentanti del Comitato Pas. Inoltre, "richiamando il decreto del Consiglio di Stato dell'11 gennaio 2021, il Tar afferma che provvedimenti regionali di chiusura emergenziale delle scuole superiori " devono essere motivati con dati scientifici che evidenzino il collegamento tra i focolai attivi sul territorio e l'impatto dell'attività scolastica in presenza; non è ammissibile la chiusura generalizzata senza alcuna specificazione di zone interessate da incremento di contagi; le problematiche relative al trasporto (movimentazione di persone) sono risolvibili con diligente ed efficace impegno amministrativo nei servizi interessati e non possono giustificare la compressione grave di diritti costituzionalmente tutelati quali quelli degli studenti interessati". 

L’ordinanza nuova ieri è arrivata dopo la riunione del tavolo scuola con tutte le parti sociali convocate dall’ufficio scolastico regionale. "Sono stati tutti concordi ad aprire ma non prima di lunedì – ha sintetizzato Marco Ugo Filisetti, direttore dell’ufficio scolastico regionale – perché gli istituti si devono organizzare, va aggiornata la piattaforma dei flussi in base alla quale si attiveranno anche i trasporti scolastici".

Il tavolo è stato inoltre d’accordo a bocciare già da adesso la possibilità dei doppi turni. Questo se la curva dei contagi diminuirà ulteriormente e aprirà la possibilità ad aumentare ulteriormente la percentuale della ripresa delle lezioni in presenza, oltre quindi il 50 per cento. Il maggior numero degli studenti dovrà essere congeniale ai trasporti, da sempre il nodo dolente perché i mezzi non sono sufficienti a trasportare tutti. Confermata, per il personale scolastico, la possibilità di effettuare i tamponi rapidi prima e durante il rientro in presenza nelle scuole superiori nei punti già operativi, in tutte le province, dello screening "Marche Sicure".