Bologna, 11 febbraio 2021 - In questi mesi tutta la popolazione italiana avrà progressivamente accesso al vaccino contro il Covid-19, in ordine di priorità a seconda del rischio di infettarsi e di sviluppare la malattia da Coronavirus con gravi complicazioni. Nella prima fase della campagna vaccinale la somministrazione del vaccino è stata riservata al personale sanitario e al personale e agli ospiti delle residenze per anziani e agli ultra ottantenni.

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Per la seconda fase il nuovo piano vaccinale nazionale stabilisce sei categorie. Nella prima categoria ci sono “le persone, a partire dai 16 anni di età, estremamente vulnerabili, affette da condizioni che per danno d’organo pre-esistente, o che in ragione di una compromissione della risposta immunitaria hanno un rischio particolarmente elevato di sviluppare forme gravi o letali di Covid-19”: è una platea di 2.083.609 persone. Nella categoria due rientrano invece i cittadini di età compresa tra 75 e 79 anni, che sono 2.644.013. In categoria tre ci sono tutti coloro che sono tra i 70 e i 74 anni, 3.324.360. In categoria quattro ci sono invece “le persone, a partire dai 16 anni fino ai 69 anni di età, che avrebbero un aumentato rischio clinico se fossero infettate da SARSCoV-2”: si tratta di 5.845.447 persone, soggetti fragili ma molto meno di quelli in categoria uno. In categoria cinque ci sono invece le persone nella fascia di età compresa tra i 55 e i 69 anni e che siano in buone condizioni di salute: sono 11.901.855. Nella sesta e ultima categoria tutti coloro tra i 18 e 54 anni che sono “senza condizioni che aumentano il rischio clinico”: le restanti 29.051.793 persone.

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Il documento aggiorna anche la stima della potenziali quantità di dosi di vaccino disponibili in Italia nel 2021 e nel 2022, che passano dalle precedenti 202 milioni di dosi a 224 milioni di dosi. Il (grosso) problema è che nel primo trimestre avremo solo la metà delle dosi previste, visto che invece di 28,2 milioni ne avremo solo 14 milioni e 507 mila. Il recupero dovrebbe iniziare dal secondo trimestre dove invece delle originarie 57 milioni di dosi ne dovremmo avere (salvo sorprese) 64 milioni e 506 mila e poi nel terzo trimestre quando invece dei 53,3 milioni di dosi previste ne dovremmo avere 68 milioni, mentre nel quarto raddoppieremo da 14 a 28,2 milioni.

Prossimamente, dunque, ciascuno di noi sarà chiamato ad effettuare la vaccinazione: per questo può essere utile chiarire alcuni dubbi o interrogativi sul vaccino e sulla campagna in corso nel nostro Paese.

Come funziona il vaccino contro il Covid-19?

Il vaccino anti-Covid-19 serve per prevenire la malattia da Coronavirus. Nella prima fase abbiamo avuto a disposizione due tipi di vaccino: Covid-19 Comirnaty di Pfizer-BioNTech e Covid-19 Vaccine Moderna. Entrambi agiscono allo stesso modo, cioè sfruttando la molecola chiamata RNA messaggero (mRNA) per dare le istruzioni per produrre una proteina, denominata Spike. In caso di contagio da Coronavirus, questa proteina permette al virus di entrare nelle cellule e infettarle; il meccanismo del vaccino consiste quindi nel promuovere la produzione delle proteine Spike, che stimolano il sistema immunitario a dare origine agli anticorpi specifici. In caso di infezione, questi ultimi saranno in grado di bloccare le proteine del virus, impedendone così l’ingresso nelle cellule.

In un secondo momento si è aggiunto il vaccino AstraZeneca, approvato da Ema e Aifa, che ha un tasso di protezione del 100% contro i casi gravi, ma del 59,5% contro le infezioni. Il siero costa molto meno rispetto a quelli prodotti da Pfizer e Moderna, si può conservare in normali frigoriferi.

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Come avviene la somministrazione?

I vaccini vengono somministrati in due iniezioni, distanziate l’una dall’altra di almeno 21 giorni nel caso di Comirnaty di Pfizer-BioNTech e 28 giorni nel caso di Moderna. Il massimo della protezione si sviluppa dopo una settimana dalla somministrazione della seconda dose.

Indicativamente, l’immunità dovrebbe durare per almeno 9-12 mesi, anche se il periodo di osservazione è stato troppo breve per poterlo dire con certezza; tuttavia, in un primo momento, anche chi ha avuto la vaccinazione dovrà continuare a mantenere le misure di protezione, in quanto non è escluso che, in caso di infezione da covid, possa trasmettere il virus agli altri, pur non presentando alcun sintomo. Sembra però plausibile che la vaccinazione possa proteggere anche dall’infezione.

Cosa contiene il vaccino? Può alterare il Dna?

Il vaccino non contiene in alcun modo il virus vero e proprio (come avviene invece negli altri casi, con l’iniezione di un virus ‘indebolito’), ma solo le istruzioni necessarie alla cellula per costruire copie della proteina Spike. Quindi, dal momento che non contiene il virus, né vivo né attenuato, non può causare malattie né infezioni. Dopo il ciclo vaccinale, in caso di infezione, il sistema immunitario riconoscerà il virus e sarà pronto a combatterlo.

L’mRNA del vaccino non entra mai nel nucleo della cellula e non può quindi alterare in nessun modo il DNA; inoltre, si degrada naturalmente pochi giorni dopo la somministrazione e non resta quindi all’interno dell’organismo.

Come si prenota il vaccino?

Personale sanitario, ospiti e personale di residenze per anziani vengono contattati dalle autorità di competenza con chiamata attiva. Nella seconda fase ogni regione fa per sé (qui l'elenco completo). Per la prenotazione in Emilia Romagna dal 15 febbraio saranno coinvolti Cup, farmacie, fascicolo sanitario elettronico e corner della salute. Sarà anche possibile prenotarsi tramite il portale regionale Salute (https://salute.regione.emilia-romagna.it/). La Regione Marche ha scelto la piattaforma di prenotazione messa a punto da Poste italiane. Dal 15 febbraio si parte in Veneto con gli over 80 e dal 22 toccherà agli over 75. Per informazioni e prenotazioni si può telefonare al numero verde 800462340.

Quando si potrà fare il vaccino?

Il nostro Paese ha prenotato l’acquisto di oltre 200 milioni di dosi di vaccini contro Sars-Cov-2. Le dosi saranno dunque disponibili per tutte le persone presenti sul territorio italiano, residenti, con o senza permesso di soggiorno.

Quanto ai tempi, le Regioni vanno in ordine sparso, con due canali paralleli: da un lato gli over 80 con vaccini Pfizer e Moderna, dall’altro gli under 55 ai quali andrà il vaccino AstraZeneca. Nel Lazio le prenotazioni sono partite il primo febbraio e i prenotati sono già 205 mila. Le prime migliaia sono già stati vaccinate.

In Veneto le prenotazioni sono già partite e si dovrebbe iniziare a vaccinare il 15 febbraio gli over 80 e dal 22 febbraio con gli over 75. Prenotazioni attive da ieri anche in Abruzzo, Campania e Sicilia, con vaccinazioni dal 15 febbraio. Anche in Toscana la vaccinazione degli ultraottantenni partirà il 15 febbraio. 

In Emilia-Romagna tutti i cittadini dagli 80 anni in su, che in regione sono 368.300 potranno iniziare a prenotarsi dal 15 febbraio via Cup, Farmacie Cup, telefono, via Fascicolo sanitario elettronico o Portale regionale Salute. Con loro avranno precedenza anche persone con comorbilità severa, immunodeficienza e/o fragilità di ogni età; gruppi sociodemografici a rischio significativamente più elevato di malattia grave o morte, personale scolastico, docente e non docente, ad alta priorità. Intanto è partita la vaccinazione a casa alle persone ultraottantenni in assistenza domiciliare e i loro coniugi se di età uguale o superiore agli 80 anni. 

Nelle Marche le prenotazioni partono il 12 febbraio e le vaccinazioni dal 20: obiettivo completare la prima dose in 20 giorni.  

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La sperimentazione è stata abbreviata?

La ricerca scientifica è pervenuta a questo straordinario risultato con grande rapidità: gli studi sui vaccini contro il coronavirus sono durati pochi mesi rispetto alla norma. Tuttavia, hanno coinvolto un numero di persone elevatissimo, ben dieci volte superiore agli studi analoghi per lo sviluppo di altri vaccini. Tutte le fasi della verifica dell’efficacia e della sicurezza del vaccino sono state rispettate, senza saltare nessun passaggio. Inoltre, questa velocità è stata resa possibile dagli studi e le ricerche che già da molti anni erano in corso sui vaccini a RNA, oltre che dalle enormi risorse umane ed economiche messe in campo per la lotta al virus. Un altro aiuto è stato dato dal fatto che le agenzie regolatorie hanno valutato i risultati degli studi a mano a mano che essi procedevano e non, come avviene solitamente, alla fine della ricerca.

Gli effetti collaterali del vaccino

I vaccini contro Sars-Cov-2, come tutti gli altri, possono causare effetti indesiderati. I più comuni (manifestati negli studi da più di una persona su 10) sono di lieve entità e si risolvono entro pochi giorni dalla somministrazione. Tra queste reazioni rientrano dolore o gonfiore nel sito di iniezione, mal di testa, stanchezza, dolore ai muscoli e alle articolazioni, brividi e febbre.

Dopo l’avvio delle campagne vaccinali di massa, sono iniziate anche le segnalazioni di reazioni avverse, che vengono raccolte da tutti i Paesi in cui è in corso la vaccinazione, per delineare più precisamente il rischio associato alla somministrazione del vaccino.

Prima di iniettare il vaccino, inoltre, l’operatore sanitario pone una serie di domande alla persona, per stabilire se vi siano controindicazioni o precauzioni particolari da prendere.

Quanto costa il vaccino?

Il vaccino sarà somministrato gratuitamente da medici e infermieri dei servizi vaccinali pubblici. Non è possibile acquistare privatamente dosi di vaccino (nemmeno in farmacia); è anzi altamente sconsigliato tentare di procurarsi la vaccinazione per vie alternative.

Il vaccino ha interferenze con gli anticoagulanti?

Le persone sotto trattamento con terapia anticoagulante presentano una generale controindicazione alle iniezioni; per questo, la vaccinazione va valutata caso per caso dal medico curante.

È sconsigliato vaccinarsi se si soffre di allergie o altre malattie?

Le persone che hanno manifestato in passato gravi reazioni anafilattiche o allergiche ai vaccini dovranno chiedere consulto al loro medico prima di sottoporsi al ciclo vaccinale. Chi manifesta una reazione allergica alla prima dose di vaccino, non dovrà ricevere la seconda. Per il momento, però, si sono verificati pochissimi casi di reazioni allergiche gravi.

Nonostante la scarsità di dati a disposizione, non sono emersi problemi di sicurezza per le persone con immunodeficienza o in trattamento con farmaci immunomodulanti. Questi soggetti verranno vaccinati nelle prime fasi della campagna, in quanto più a rischio di contrarre il Covid-19. Anche chi ha una malattia autoimmune può effettuare il vaccino, in assenza di altre controindicazioni.

Chi soffre di malattie croniche, diabete, tumori e malattie cardiovascolari non solo può vaccinarsi, ma riceverà la somministrazione con priorità rispetto agli altri, in quanto rientra nelle categorie più suscettibili di complicanze in caso di contagio da coronavirus.

Ci sono controindicazioni in caso di gravidanza?

Gli studi su modelli animali non hanno segnalato effetti dannosi in gravidanza; al contrario, questa condizione potrebbe rendere le donne incinte maggiormente a rischio di complicazioni da Covid, pertanto è consigliato il vaccino (anche se si sta allattando). In generale, comunque, l’uso del vaccino durante la gravidanza o l’allattamento dovrebbe essere stabilito dopo un consulto con un operatore sanitario.

Meglio Pfizer, Moderna o AstraZeneca?

Non sarà possibile scegliere quale vaccino effettuare: quello disponibile al momento sarà offerto gratuitamente dai servizi vaccinali, a parità di sicurezza ed efficacia.

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Il vaccino sarà efficace anche verso le varianti del Covid? 

I virus a Rna come SARS-CoV-2 sono soggetti a frequenti mutazioni, la maggioranza delle quali non altera significativamente l’assetto e le componenti del virus. Molte varianti del Covid sono state segnalate nel 2020, ma finora non hanno alterato il comportamento naturale del virus. Appare improbabile un effetto negativo sulla vaccinazione.