Editoriale

Stazione, un appello per la sicurezza

La situazione alla stazione di Bologna è allarmante. Nonostante la presenza delle forze dell'ordine, il traffico di droga non si ferma. Chiediamo di intervenire con maggior efficacia, la situazione è diventata insostenibile. Nelle ultime settimane ci sono stati numerosi atti di violenza e intimidazione nei confronti della popolazione. Non possiamo più tollerare questa situazione in stazione e all'esterno di essa. La sicurezza dei cittadini è un dovere primario delle istituzioni. Chiediamo al governo e alle autorità di intensificare i controlli e tutelare la stazione di Bologna.

Giovanni Galati   

Risponde Beppe Boni

La stazioni ferroviarie, per quanto migliorate nel decoro, nell'immagine e nella sicurezza in Italia restano un problema diffuso e non sempre del tutto risolto. Vale per città come Milano, Roma, Napoli, Bologna. Se all'interno le condizioni sono abbastanza tutelate grazie anche al cordone di sicurezza privata messa in campo dalla gestione delle stazioni, all'esterno il mondo fluido della micro criminalità e dello spaccio di stupefacenti è più difficile da tenere sotto controllo. Accanto allo spaccio di droga spesso c'è il problema dei borseggi e delle truffe che d'estate con il via vai di turisti ovviamente si intensifica. Alla stazione di Bologna, Alta velocità compresa, turisti e cittadini sono abbastanza tutelati grazie ai controlli delle forze dell'ordine, ma le segnalazioni e gli appelli vanno sempre tenuti presenti. Giriamo quindi le considerazioni del lettore alle autorità. Il mondo di mezzo di ciò che accade intorno al polo ferroviario è più difficile da gestire perché la fauna umana che ruota intorno alla criminalità va e viene, non ha orari e schemi. Forse serve un ulteriore giro di vite. E il tema vale soprattutto adesso che la stazione è la porta d'ingresso in città di migliaia di turisti attirati dalla bellezza di Bologna. Cerchiamo di non deluderli.

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