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4 mag 2022

Covid oggi Emilia Romagna, il bollettino del 4 maggio 2022: 4.306 nuovi casi e 27 morti

Sul fronte ospedaliero calano i ricoveri nei reparti Covid (-38), in lieve aumento le terapie intensive (+2)

Bologna, 4 maggio 2022 - Tornano a salire i contagi da Covid in Emilia Romagna: nelle ultime 24 ore si registrano 4.306 nuovi casi.  Pesante il bilancio delle vittime: sono infatti 27 i morti, fra loro anche una donna di 31 anni in provincia di Piacenza e un uomo di 60 anni nel Modenese (ma 11 decessi sono avvenuti nei giorni scorsi e registrati in data odierna). Per fare un confronto: ieri i nuovi contagi sono stati 2.354, mentre si contavano 14 morti. L’età media dei nuovi positivi di oggi è di 45 anni. Il 97,5% dei casi attivi è in isolamento a casa, senza sintomi o con sintomi lievi. 

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Sul fronte ospedaliero la situazione è comunque sotto controllo: calano i ricoveri nei reparti Covid (-38), in lieve aumento in terapia intensiva (+2)

Covid, il bollettino del 14 maggio 2022
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Più in generale la Sanità dell'Emilia Romagna, stressata da due anni di pandemia, è alla vigilia di qualche cambiamento. Ad esempio: per alleviare i pronto soccorso sempre più intasati, la Regione ha deciso di istituire ambulatori appositi per i codici bianchistrutture dedicate sostanzialmente agli utenti "che si presentano al pronto soccorso in modo non appropriato" e che ricevono codici di bassa criticità. I nuovi ambulatori saranno gestiti da medici della continuità assistenziale, "su ci faremo bandi specifici per non entrare in concorrenza con guardie mediche e Usca". 

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Sono 47.039 i nuovi contagi da Covid registrati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 62.071. Le vittime sono invece 152, rispetto a ieri una in meno. 335.275 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati, contro i 411.047 di ieri. Il tasso di positività è al 14%, in calo dal 15,1%. Ci sono poi 371 pazienti ricoverati in terapia intensiva, 5 in più rispetto a ieri nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri sono 42. I ricoverati nei reparti ordinari sono 9.614, ovvero 81 in meno rispetto a ieri.

Covid, i dati di oggi i Emilia Romagna

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 1.424.258 casi di positività, 4.306 in più rispetto a ieri, su un totale di 21.406 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore, di cui 11.221 molecolari e 10.185 test antigenici rapidi.

Complessivamente, la percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti è del 20,1%.

Ricoveri e terapie intensive: il punto

I pazienti attualmente ricoverati nelle terapie intensive dell’Emilia-Romagna sono 32 (+2 rispetto a ieri, pari al +6,7%), l’età media è di 67,5 anni. Per quanto riguarda i pazienti ricoverati negli altri reparti Covid, sono 1.331 (-38 rispetto a ieri, -2,8%), età media 75,8 anni.

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 2 a Piacenza (+1 rispetto a ieri), 1 a Parma (invariato); 8 a Reggio Emilia (+3); 2 a Modena (-3); 10 a Bologna (+2); 3 a Ferrara (-1); 2 a Ravenna (invariato); 1 a Forlì (invariato); 3 a Rimini (invariato). Nessun ricovero nella provincia di Cesena e nel Circondario imolese (come ieri). 

Covid, il bollettino delle vittime

Purtroppo, si registrano 27 decessi:

6 in provincia di Ravenna (tre donne di 89, 90, 94 anni e tre uomini, rispettivamente di 69, 84 e 92 anni)

5 in provincia di Parma (due donne di 84 e 89 anni, e tre uomini, rispettivamente di 84, 85 e 87 anni)

4 in provincia di Modena (tutti uomini, rispettivamente di 60, 83, 89 e 93 anni)

3 in provincia di Bologna (due donne di 93 e 94 anni e un uomo di 71 anni)

3 in provincia di Ferrara (una donna di 83 anni e due uomini di 83 e 88 anni)

3 in provincia di Piacenza (due donne di 31 e 78 anni e un uomo di 84 anni)

1 in provincia di Reggio Emilia (una donna di 82 anni)

Non si registrano decessi nella provincia di Rimini e nel Circondario Imolese. In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 16.683.

Covid: la mappa del contagio nelle province

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 948 nuovi casi (su un totale dall’inizio dell’epidemia di 293.910), seguita da Reggio Emilia (660 su 161.397) e Modena (641 su 221.327); poi Parma (598 su 118.891), Ravenna (379 su 131.661), Ferrara (375 su 98.829) e Rimini (270 su 134.512); quindi Forlì (153 su 66.131), Piacenza (144 su 74.944) e Cesena (138 su 78.959 ); infine, nessun nuovo caso di positività è stato registrato nel Circondario imolese dove il totale da inizio pandemia resta di 43.697 (come ieri).

I casi attivi, cioè i malati effettivi, sono 54.247 (+83). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 52.884 (+119), il 97,5% del totale dei casi attivi.

I dati Agenas in Emilia Romagna e Italia

L'occupazione delle terapie intensive è ferma al 4%, in Italia (un anno fa era 28%) e nelle ultime 24 ore risulta stabile anche l'occupazione dei reparti di 'area non critica' da parte di pazienti Covid in Italia, che segna il 15% mentre (l'anno scorso era al 29%). 
Per quanto riguarda la nostra regione,  la percentuale di posti Covid in terapia intensiva è stabile al 3%, mentre l'occupazione dei posti nei reparti ospedalieri di area 'non critica' da parte di pazienti con Covid-19 è stabile in 13 regioni, tra cui l'Emilia Romagna, dove resta al 15%.

Covid, la medicina che manca ancora

Intanto il farmacologo Silvio Garattini, presidente dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri Irccs, fa il punto sulla situazione delle cure anti Covid: "Quello di cui abbiamo bisogno contro il Covid, ma non esiste ancora, è una serie di farmaci che agiscano quando c'è la malattia", cioè a patologia ormai conclamata. "Antivirali che funzionino" nell'infezione virale "come fanno gli antibiotici" che si usano nelle infezioni batteriche "quando c'è una manifestazione della malattia. Sono antivirali di questo genere di cui avremmo bisogno. Le pillole anti-Covid di cui disponiamo oggi sono un'arma in più rispetto al passato per le persone ad alto rischio di forme gravi. Ma bisogna usarli subito", ai primi sintomi, e hanno una finestra temporale di utilizzo molto breve. "Vanno dati prima che si inneschi la malattia perché poi sarebbe tardi. Quindi bisogna trattare molti pazienti a rischio e subito, anche se quelli che poi sviluppano la malattia sono molti meno".

Covid, prudenza sui luoghi di lavoro

Intanto il governo ha ribadito la linea della prudenza e confermato fino al 30 giugno prossimo, nei luoghi di lavoro, il Protocollo sulle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del Covid-19, sottoscritto con le parti sociali il 6 aprile 2021. Confermate quindi tutte le misure di protezione previste: le mascherine continueranno ad essere fornite dai datori di lavoro come Dispositivo di Protezione Individuale e anche le altre misure presenti dovranno essere rispettate così come i Comitati Aziendali o territoriali/settoriali continueranno a svolgere un importante ruolo attivo. 

La decisione è arrivata oggi dal ministero del Lavoro e dal ministero della Salute al termine di un tavolo in videoconferenza con Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Confindustria e le associazioni del mondo datoriale, e sarà formalizzata a breve in un verbale ad hoc. Prima di quella data è previsto comunque un nuovo giro di tavolo, un nuovo check, per una ulteriore valutazione che tenga conto dell'evoluzione della pandemia e di sempre possibili ricadute nel prossimo autunno.  E i sindacati plaudono alla conferma di un protocollo da loro fortemente voluto, che ha permesso di garantire la tutela dei lavoratori e reso i posti di lavoro, luoghi più sicuri e protetti dal pericolo di contagio.
 

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