VALERIO BARONCINI
Cronaca

La mappa dei sanitari sospesi in Emilia Romagna. Un esercito di oltre 1.500 no vax

L’assessore Donini: "Spero che gli effetti dei vaccini li convincano a cambiare idea". Nella tabella tutti i provvedimenti emessi nella sanità pubblica

No vax sospesi in Emilia Romagna: i dati

No vax sospesi in Emilia Romagna: i dati

Bologna, 12 novembre 2021 - La fotografia, seppure non tragica, è impietosa: all’8 novembre, nelle aziende sanitarie (dunque settore pubblico) di tutta la regione, sono 529 gli operatori sanitari sospesi per non essersi vaccinati. Se si allarga il controllo sullo spettro dell’obbligo anche al privato e all’attività svolta dagli ordini professionali, il conto sale decisamente, superando le 1.500 unità.

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IL CONTO DELLA SERVA Su 71.017 dipendenti che lavorano nel pubblico, secondo i dati in possesso alla Regione sono 529 i sospesi . La media è dello 0,67%, con punte dell’1,14% in Ausl Romagna (218 in totale, 108 infermieri e 7 medici), e 1,25% a Imola. Non è un caso che a Rimini, d’altronde, sia stato eletto in consiglio comunale un esponente del movimento 3V. Bene Bologna, sede dei più numerosi ospedali regionali, con Ausl e Policlinico Sant’Orsola allo 0,25% (35 in tutto su 9.631 all’Ausl, 15 su 6.007 all’azienda ospedaliero-universitaria).  

OLTRE IL PUBBLICO Nella sola Bologna i sospesi sono circa 600: su 11.500 iscritti, le sospensioni inviate ai medici dall’Ordine sono state circa 180, ma molti lavorano fuori città. Il numero inoltre cambia continuamente, perché molti appena ricevono la lettera chiedono di essere immunizzati. In questo ‘plotoncino’ (che ha numeri simili in Romagna) ci sono odontoiatri e medici di famiglia, in un caso anche un giovane professionista. Come ha ricordato Pietro Giurdanella, a capo degli infermieri di Bologna, "su 180 lettere inviate ci sono state 60 risposte di vaccinazione", e ora nel capoluogo sono 122 gli infermieri sospesi. Ci sono poi psicologi, operatori sanitari e veterinari a completare il quadro.  

L’AZIONE DELLA REGIONE Come agire quindi sugli operatori no vax, come convincerli? Soprattutto nel privato ci sono numeri alti. E in alcuni ospedali, anche pubblici, ci sono situazioni complesse. L’assessore regionale alla sanità Raffaele Donini va dritto al punto: "È incredibile la sola idea di dover provare a convincere dei professionisti sanitari a vaccinarsi dato che, proprio per il ruolo che hanno, dovrebbero avere innanzitutto a cuore – oltre che la propria – la salute dei loro pazienti, un target per definizione fragile e bisognoso di massima attenzione, a cui vanno assicurate tutte le cure e che, proprio nella figura dell’operatore sanitario hanno diritto di trovare una figura di fiducia, un riferimento certo e rassicurante – dice Donini –. I dati di confronto tra quest’anno e l’anno scorso ci dicono in maniera nettissima che la vaccinazione ci protegge dal contagio, dall’ospedalizzazione e dal decesso. Mi auguro che questi numeri possano essere un elemento a supporto di una loro decisione di vaccinarsi".  

AGGRESSIONI NO VAX Dal poliambulatorio di Bologna alle auto dei sanitari vandalizzate, fino alle aggressioni nei pronto soccorsi, sono sempre di più gli assalti no vax: "Gli episodi di aggressione agli operatori sanitari nei pronto Soccorso sono vergognosi – chiude Donini –. I nostri professionisti sono impegnati 24 ore al giorno in uno dei fronti più delicati della sanità, e non è tollerabile alcun atto di violenza che non solo va a discapito di chi ci lavora, ma anche dei tanti cittadini che in quel luogo vivono situazioni di grande emergenza. Noi, sulla base delle normative vigenti, continueremo a denunciare ogni minimo atto di aggressione, è fondamentale che in questi luoghi sia assicurata la massima sicurezza per operatori e pazienti".