Fano, 11 settembre 2018 - L’inagibilità della Gradinata del ‘Mancini’ scatena la guerra tra l’Alma Juve Fano e l’amministrazione comunale a pochi giorni dall’inizio del campionato. «Questa mattina in municipio è prevista una riunione della commissione comunale di pubblico spettacolo – afferma una nota del Comune – che dovrà valutare, ancorché preliminarmente, le soluzioni da adottare in via temporanea e che si spera con la collaborazione delle autorità competenti possano essere approvate». In buona sostanza si prevede di realizzare una tribuna per la tifoseria ospite da 500 posti (invece degli 800 attuali) dietro la porta, lato spogliatoi, e di una tribunetta per i tifosi fanesi a lato di quella Centrale. Entrambe in acciaio. Per quanto riguarda l’attuale gradinata, l’amministrazione comunale si riserva di valutare due opzioni: la completa demolizione e sostituzione con tribune in acciaio dotate di seggiolini numerati, oppure la ristrutturazione di quella esistente, dove nel frattempo sono stati sgomberati tutti i magazzini comunali.

La società granata non l’ha presa bene e ieri pomeriggio ha diramato un lungo e duro comunicato. Dopo aver attaccato sul mancato incasso dei contributi (25mila euro) per la manutenzione dell’impianto «a causa – si legge nella nota del Fano – dell’ostinato ostruzionismo del dirigente allo Sport che non garantisce alla nostra società quell’imparzialità che la legge impone ad una pubblica amministrazione, si comporta come fosse il sindaco in pectore, revocando i contributi e chiedendo di deliberare bandi pubblici per l’assegnazione dello stadio, previa riqualificazione delle stesso come impianto a rilevanza economica, pur essendo fatiscente e con ingenti problemi strutturali che un’amministrazione non poteva ignorare, tanto è vero che ad oggi, è di fatto inagibile», il Fano sottolinea il disagio a cui va incontro. «Un disagio che la società si trova costretta ad affrontare quando siamo ormai alle porte del campionato di Lega Pro e addirittura dopo aver consegnano, agli organi federali preposti, tutta la documentazioni fornitaci dal Comune attestante la regolarità dell’impianto e propedeutica al rilascio della licenza necessaria a prendere parte al campionato, ciò con gravoso disagio per il presidente Claudio Gabellini che ricopre anche il delicato ruolo di consigliere di Lega». La società dice di aver, in passato, informato gli uffici tecnici comunali della situazione di degrado dello stadio, il Comune replica che la comunicazione dei vigili del fuoco è arrivata solo a fine agosto.

Il Fano, poi, si ritiene preso in giro dopo che «da anni sta investendo ingenti somme sulla società sportiva e sulla squadra, garantendo 3 anni di professionismo e grande visibilità a vantaggio di tutta la città e di chi l’amministra», il Comune si sta adoperando per non creare disagi ai tifosi ospiti e fanesi. L’Alma pensa di dover «disputare fuori città una o due partite, o quantomeno ad avere fortissimi disagi e gravi danni patrimoniali a causa dei mancati incassi», il Comune è impegnato a chiudere l’intervento temporaneo prima dell’inizio del campionato. Chi avrà ragione?