A teatro ’Aiuto! Non so cosa scrivere!’. Dal Cin svela i segreti dello scrittore

Stamattina al Comunale l’autore di libri per ragazzi parla agli studenti delle scuole secondarie di primo grado

Oggi, il ferrarese Luigi Dal Cin, autore di più di 100 libri di narrativa per ragazzi e vincitore del Premio Andersen 2013, il Premio Gigante delle Langhe 2023, il Premio Troisi alla carriera, sarà al teatro comunale con ‘Aiuto! non so cosa scrivere! i segreti dello scrittore" dedicato alle scuole primarie e secondarie.

Cosa ci può dire di questo suo spettacolo rivolto ai giovani? Qual è il suo obiettivo ma anche il suo desiderio?

"Sul palco alternerò sorriso e commozione per raccontare l’importanza della lettura e della scrittura come strumenti di riscatto da ciò che può imprigionare la nostra immaginazione e la nostra libertà. E desidero ringraziare gli alunni e gli insegnanti per l’affetto che mi dimostrano in ogni occasione: lo spettacolo è da tempo ‘sold out’".

I giovani hanno ancora fantasia e capacità per scrivere?

"Altroché, per sbocciare vanno solo vivificate di passione. Riguardo alla scrittura, poi, trovo sia sempre più necessario fornire ai giovani, oltre che la conoscenza della storia della letteratura, anche le tecniche di scrittura: solo così avranno gli strumenti per potersi davvero mettere alla prova".

L’eccessiva attenzione al politically correct non è una continua limitazione al racconto? "Nella mia attività ventennale di pubblicazioni e di incontri-spettacolo ho sempre difeso la mia libertà di espressione: il criterio che mi guida è raccontare ciò che ritengo utile al futuro delle giovani generazioni e alla loro acquisizione di una capacità autonoma di pensiero. I bambini spesso mi chiedono di affrontare tematiche difficili e se questo richiede anche la denuncia di ciò che non va, ben venga: è compito mio e, credo, di tutti gli adulti usare nei loro confronti la parola e la narrazione per raccontare, sempre, la verità. Con speranza".

Cosa prova davanti ai classici modificati?

"Se è vero che la sensibilità si modifica, credo che i classici vadano rispettati, e che il vaglio non debba avvenire nelle pagine scritte un tempo, ma piuttosto nella mente di chi legge oggi".

Qual è il suo obiettivo quando lavora a una nuova opera?

"Si scrive per due motivi fondamentali, che immagino come due piatti di una stessa bilancia: esprimersi e comunicare. Quando si scrive per i più giovani credo che tutto vada più spostato verso la comunicazione, perché anche nei momenti più ispirati devo tenere sempre presente il mio lettore, la sua età, i suoi bisogni. Da un lato devo quindi saper essere vicino al nucleo più profondo del lettore bambino, dall’altro devo saper esprimere il linguaggio adulto in una lingua non più parlata con gli altri adulti, ma mai dimenticata: la lingua bambina, che riconosco come mia lingua madre".

Le è mai capitato di dire: ‘Aiuto! Non so cosa scrivere’?

"Certo, specie quando andavo a scuola! Nel tempo, però, ho sviluppato delle tecniche anche per l’invenzione, che può essere allenata".

Cos’è l’ispirazione e dove la trova?

"Per scrivere un testo narrativo servono fantasia e immaginazione. La fantasia è la capacità di creare associazioni, l’immaginazione è qualcosa di più: è la capacità di creare, per un lettore, un mondo fantastico e coerente. E il bello è che anche l’invenzione si può esercitare".