Adriano Bianco, 34 anni, studiava all'università di Ferrara
Adriano Bianco, 34 anni, studiava all'università di Ferrara

Ferrara, 7 dicembre 2019 - «Sono distrutta. Dopo una gioia come quella della laurea ho ricevuto la notizia più brutta. E ancora non capisco come è morto mio figlio». Grazia Maria Viceconti non ha più lacrime. La sua voce è incrinata da quel dolore che nessun genitore dovrebbe mai provare. Aveva appena visto suo figlio Adriano Bianco coronare un sogno col solito sorriso sulle labbra. Poche ore dopo, lo ha perso per sempre.

Adriano, 34 anni, è morto la notte della sua festa di laurea, stroncato da un malore nell’appartamento dell’amico che lo ospitava. La mamma ha appreso la notizia mentre stava tornando in Basilicata, dopo essere stata a Ferrara per stare accanto al figlio durante la discussione della tesi. Dalla felicità per il risultato raggiunto all’abisso del dolore nel giro di nemmeno 24 ore. Nello strazio di questi terribili momenti resta lo spazio per un ricordo di quel ragazzo «gioioso e aperto». Le parole di mamma Grazia Maria delineano i contorni di una vita spenta troppo presto e senza una ragione. «Adriano è sempre stato un ragazzo solare, curioso e aperto – racconta la donna –. Aveva voglia di fare amicizia e conoscere gente nuova. Insomma, era una persona positiva, buona e altruista».

Mercoledì Adriano era arrivato alla conclusione di un percorso a tratti travagliato ma che gli avrebbe spianato la strada del futuro. Dopo la scuola superiore aveva iniziato l’Università. Prima alcuni anni a Salerno e poi alla facoltà di Giurisprudenza di Unife. «Il suo percorso di studi è stato lungo – prosegue la mamma –. Durante gli anni ha incontrato alcune difficoltà».

Tra queste, una tragedia che lo ha segnato profondamente. Nel 2008, Adriano ha perso il padre. Un ostacolo non semplice da superare per un ragazzo, ma lui ha raccolto il coraggio a quattro mani e ha trovato la forza per andare avanti. «Pensavamo che non riprendesse gli studi – afferma Grazia Maria – ma poi, nonostante qualche altro problema personale, si è rimesso al lavoro».

Superati brillantemente gli ostacoli, il 34enne è riuscito ad arrivare in fondo al suo percorso e a coronare gli sforzi con il successo. Mercoledì pomeriggio ha discusso la sua tesi sulle fake news , guadagnandosi così l’alloro. «Finalmente – prosegue Grazia Maria – è riuscito a prendere la tanto sospirata laurea. Era felice e aveva molti progetti».

Primo tra tutti, la toga da avvocato. Stava addirittura valutando un tirocinio all’estero. «Aveva da poco parlato con il professore che lo aveva seguito – conferma la madre –. Lui gli consigliava di continuare sulla strada dell’avvocatura. Dopo la laurea avrebbe dovuto riflettere su un luogo in cui fare il tirocinio, magari anche fuori dall’Italia».

Ma codici e leggi non erano l’unica passione di Adriano Bianco. Sin da piccolo era appassionato di animali (cani ma anche rettili e serpenti, come testimoniano le foto sul suo profilo Facebook) e di musica (suonava il basso e per un periodo aveva anche militato in un gruppo ferrarese).

Di fianco ai ricordi di una vita felice corre il cordoglio e lo sgomento per una morte tanto improvvisa quanto assurda. Grazia Maria Viceconti, al momento, non vuole sentire parlare di abuso di sostanze stupefacenti, respingendo così una delle tesi investigative emerse nelle ore successive al decesso del giovane. «Non sappiamo cosa abbia fatto mio figlio – conclude con voce rotta –. L’autopsia non è ancora stata eseguita e quindi non possiamo sapere quale sia la causa della sua morte».