Azzerati Carife all’Ue "Abbiamo spiegato gli errori di gestione davanti al parlamento"

L’associazione invitata a partecipare a un evento sulle crisi bancarie "Davanti a un gruppo di esponenti politici abbiamo avuto la possibilità di ripercorrere gli otto anni che hanno portato al disastro".

Azzerati Carife all’Ue  "Abbiamo spiegato  gli errori di gestione  davanti al parlamento"

Azzerati Carife all’Ue "Abbiamo spiegato gli errori di gestione davanti al parlamento"

FERRARA

Gli azzerati Carife al parlamento europeo. Gli esponenti del parlamento europeo hanno voluto ascoltarli sugli errori nella gestione delle crisi bancarie. L’associazione Amici della Carife, composta da ex azionisti e obbligazionisti della Cassa di risparmio di Ferrara, a pochi giorni dall’approvazione definitiva in Senato dell’emendamento che porta un ulteriore 10% di indennizzo agli ex azionisti, è stata invitata a partecipare a un importante evento istituzionale europeo, organizzato dall’associazione di ex azionisti delle banche venete Noi che credevamo, insieme a un gruppo di eurodeputati che stanno seguendo il tema delle crisi bancarie italiane. Hanno partecipato il presidente Marco Cappellari e i consiglieri Mirko Tarroni e Susanna Giuriatti. "La vicenda della ex Cassa di Risparmio di Ferrara compie in tal modo – sostengono dall’associazione - un altro passo verso la ricerca di verità che ancora non sono emerse". L’associazione ha spiegato all’organismo europeo l’incredibile successione di eventi che hanno portato alla risoluzione della banca ferrarese. Eccole in sintesi.

Dal 2009 Carife è stata posta sotto vigilanza da Banca d’Italia; dal 2011 la vigilanza si era trasformata in vigilanza rafforzata; a maggio 2013 la banca è stata commissariata da Banca d’Italia; in quel momento aveva un patrimonio di 300 milioni. Il 30 luglio 2015 il capitale era sceso a 11 milioni e i commissari di Banca d’Italia fanno approvare dall’assemblea degli azionisti un piano di salvataggio della Banca che offre una prospettiva di risanamento. Il 22 novembre 2015, dopo 6 anni di presenza di Banca d’Italia, Carife viene cancellata dal cosiddetto ‘decreto salvabanche’. Azioni e obbligazioni di 32mila famiglie vengono azzerate. In sostanza i ‘crediti’ delle famiglie vengono cancellati, ma i debiti (mutui e finanziamenti) restano in capo ad una new company. Gli ex commissari diventano amministratori della new company Nuova Carife. Il Fondo di risoluzione, diretto da Banca d’Italia, cede Nuova Carife a Bper per 1 euro. Negli anni il personale della banca è sceso da 1.200 a 500 dipendenti. "Ma la domanda delle domande resta – riprendono dall’associazione –. Perché dopo 8 anni di vigilanza, commissariamento, gestione diretta, una banca di 150 anni di storia e 32mila risparmiatori sono stati inceneriti?". Questi i temi che sono stati portati a Bruxelles nell’intervento di Amici Carife nell’evento dal titolo ‘Nuove crisi bancarie e Mes’, su cui si è dibattuto insieme ai rappresentanti dell’associazione ‘Noi che credevamo’, che rappresenta più di tremila azzerati della ex Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Negli interventi sono emerse anche le anomalie creatasi a causa della normativa europea del cosiddetto “bail in”, che addossa i problemi delle crisi bancarie sulle spalle dei piccoli risparmiatori. Per Amici della Carife l’intervento è stato condotto dal consigliere Tarroni. Nel frattempo, è stato organizzato per martedì (alle 20 nella sala della Musica di via Boccaleone 19) un incontro aperto agli azzerati per fare il punto sulle ultime novità riguardo al Fondo indennizzo risparmiatori (Fir).