La palazzina della tragedia
La palazzina della tragedia

Santa Maria Codifiume (Ferrara), 1 luglio 2020 - "Ho sentito un tonfo, un rumore sordo, pensavo ci fosse qualcuno in giardino, invece ho visto a terra il bambino: una scena terribile. Piangeva e si lamentava, ho provato a parlargli ma non rispondeva. Allora, assieme a una vicina, abbiamo chiamato il 118". È il racconto della vicina di casa che, lunedì sera, ha dato l’allarme ai soccorsi dopo che un bambino di cinque anni era precipitato dalla finestra del bagno, al terzo piano di un appartamento di mia Nicolai a Santa Maria Codifiume. Il piccolo, di origine pachistana, si era arrampicato sul davanzale della finestra e ha perso l’equilibrio.

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Al momento dell’incidente domestico in casa era presente la sola madre, assieme ad altri quattro figli, tutti minori. Il piccolo è il penultimo arrivato nella famiglia. Si chiama Imran Mohammed e a settembre inizierà ad andare alla scuola elementare. L’altra sera ha riportato brutte ferite, ma dovrebbe comunque rimettersi in tempo per frequentare le lezioni a settembre. Il bimbo è caduto da un’altezza di una decina di metri, precipitato sulla ghiaia e in parte sul marciapiede, dove ancora sono visibili i segni dell’accaduto.

"Sia quando è stato caricato sull’ambulanza che quando è stato trasferito sull’elicottero era cosciente. Era molto sofferente", riprende il racconto della testimone. È stato ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Maggiore di Bologna con ferite e fratture multiple, al corpo, agli arti e alla testa, ma non corre pericolo di vita. L’appartamento in cui si è verificato il fatto è in via Nicolai, una traversa di via Fascinata, la strada principale di Santa Maria Codifiume. È una via stretta e rettilinea, a fondo chiuso; l’abitazione è in un condominio di case popolari, la maggior parte delle quali di proprietà degli abitanti. È l’unico edificio a tre piani della via. Non si conosce al momento la ragione che ha spinto il bambino ad arrampicarsi sul davanzale, forse per giocare o per sfuggire alla calura. Quel che è certo è che si è trattato di un fatto accidentale. La mamma è casalinga mentre il padre fa il camionista. I vicini la descrivono come una famiglia seria e riservata. "È gente per bene – raccontano in via Nicolai –: stanno per i fatti loro e non recano disturbo".