Bimbo annegato in piscina, Maximiliano Grandi aveva solo 5 anni
Bimbo annegato in piscina, Maximiliano Grandi aveva solo 5 anni

Ferrara, 15 luglio 2020 - 'Un atto dovuto'. Vero. Atteso, purtroppo. Magistrati e investigatori devono capire come sia stato possibile che un bambino di 5 anni sia annegato nella piscina di un agriturismo davanti a decine di persone. Forse 50, e nessuna che si sia accorta del piccolo caduto in quello specchio d’acqua. Alcuni interminabili, tragici minuti in cui  Maximiliano è rimasto da solo a lottare per vivere. Troppo piccolo in quello specchio d’acqua per farcela da solo. Il pubblico ministero Stefano Longhi, che coordina le indagini, ha iscritto nel registro degli indagati la mamma del bambino, Veronica Romanelli e il titolare dell’agriturismo, Gabriele Mantovani, assistito dall’avvocato Mirca Ferrari.

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L’ipotesi di reato è omicidio colposo. Una atto dovuto appunto in vista dell’autopsia sul corpo del piccolino, il cui incarico sarà assegnato venerdì prossimo. Autopsia che dovrà chiarire se il bambino una volta entrato in acqua abbia avuto un malore, una congestione probabilmente, considerando che poco prima aveva mangiato un gelato. E questo gli abbia impedito di chiedere aiuto. Oppure se sia annegato perché andato subito a fondo, nell’acqua troppo alta per lui. Aspetto importante da chiarire, ma che non modificherebbe l’eventuale quadro delle responsabilità: il fulcro da cui parte la ricostruzione del magistrato è che Maximiliano in quella piscina dei grandi non doveva esserci. Troppo piccolo.

Quei minuti di 'buio’ . L’altro aspetto devastante di questa inchiesta è che in uno spazio con due piscine, molto vicine, e decine e decine di persone, nessuno si è accorto di quel bimbo caduto in acqua. Si va da Maximiliano che gioca e che mangia il gelato a quando viene tirato su dall’acqua ormai esanime da una coppia che era lì con i figli. Nel mezzo il vuoto che magistrato e carabinieri devono riempire. Magari anche con l’aiuto dei clienti dell’agriturismo che se ne sono andati prima dell’arrivo dei militari. Se qualcuno ha notato qualcosa è pregato di presentarsi alle forze dell’ordine e raccontarlo. Potrebbe essere utile.
 

La struttura. Il titolare Mantovani è finito sotto inchiesta, come prevedibile, per permettere l’evolvere delle indagini. Lui ricorda il piccolo con il gelato, ma non ha notato quando e come è entrato in piscina. Ad una prima, sommaria verifica, la piscina più grande aveva l’acqua non più alta di 1,40 metri, quindi non era necessaria la presenza del bagnino o di un addetto alla sicurezza. Ma anche questi aspetti sono ancora tutti da approfondire. Non è escluso l’affidamento di una consulenze tecnica. Nel frattempo il padre del piccolo, Erik Grandi, si è rivolto all’avvocato Omar Bottaro per essere asstito.
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