Pontelangorino, la casa dove sono stati uccisi i coniugi (Ansa)
Pontelangorino, la casa dove sono stati uccisi i coniugi (Ansa)

Ferrara, 12 gennaio 2017 - "Riccardo è molto provato: si sta rendendo conto dell'atrocità di quello che ha fatto". A parlare è Gloria Bacca, avvocato difensore del 16enne di Pontelangorino (Ferrara) che, la notte tra lunedì e martedì, ha fatto da 'regista' all'amico d'infanzia Manuel (17 anni) nell'uccisione a colpi di ascia di Salvatore Vincelli e Nunzia Di Gianni, genitori di Riccardo. 

Il 16enne, che si trova nel carcere minorile del Pratello a Bologna, ha confermato la confessione che aveva già dato ai carabinieri di Comacchio la notte dopo il delitto. "sta prendendo coscienza della situazione aiutato da educatori e psicologi - aggiunge il legale -: è una situazione drammatica, molto delicata".

Confessione ribadita anche da Manuel che in quella notte dell'orrore è stato l'esecutore: è stato lui - a cui Riccardo aveva promesso 1.000 euro di ricompensa - a impugnare l'ascia con cui ha infierito sui corpi dei coniugi mentre dormivano. Domani mattina è attesta la convalida dei due fermi: l'accusa per i due minorenni è quella di duplice omicidio volontario premeditato.

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IL MOVENTE - Resta ancora avvolto nel mistero il movente della mattanza, cosa abbia spinto due giovani a compiere un gesto così brutale. All'inizio si pensava fosse riconducibile ai contrasti tra Riccardo e i genitori per il pessimo andamento scolastico. Ma l'avvocato Bacca sottolinea che "non è stato solo per un brutto voto". Per il legale, "il motivo è molto più complesso", come "problemi adoescenziali non trattati con i dovuti modi, da parte di entrambi: sia dai genitori, che da lui stesso e anche da parte della società". Riccardo - aggiunge - "è una persona che ha bisogno di una grossa mano".