Ferrara, 17 ottobre 2021 - In un attimo la gita in moto con gli amici si è tramutata in tragedia. È morto ieri pomeriggio, in un frontale sulla San Carlo, a Castel San Pietro (nel Bolognese), Giampaolo Maneo, 69 anni, appassionato centauro e insegnante in pensione residente in città. Doveva essere un’uscita felice a bordo della sua Bmw 1.200, ma è finita in uno schianto tremendo contro una piccola utilitaria. Il gruppo stava rincasando in direzione autostrada. Maneo chiudeva la carovana di amici, quando, per cause ancora in fase d’accertamento, il conducente di una Citroen C3 che proveniva dalla parte opposta avrebbe perso il controllo del mezzo, e poi probabilmente invaso la carreggiata opposta, finendo proprio addosso al centauro all’altezza del caseificio Comellini.

Giampaolo Maneo, 69 anni, appassionato motociclista e insegnante in pensione

È accaduto tutto in un lampo: giusto il tempo per gli amici, di sentire il rumore del violento urto, guardare nello specchietto e vedere la tragedia. Maneo sbalzato dalla sua Bmw e una palla di fuoco. La moto infatti, dopo l’impatto è stata anche avvolta dalle fiamme, alimentate probabilmente dal serbatoio della benzina danneggiato. Immediati i soccorsi da parte del 118, intervenuto sul posto con due ambulanze e con l’elicottero di soccorso in supporto: ma per il centauro ferrarese era già troppo tardi: vani i disperati tentativi di rianimazione. Ferito, ma in modo lieve e non in pericolo di vita anche il conducente della Citroen, un ragazzo imolese di appena 19 anni, ricoverato successivamente in ospedale.

Lunghe le operazioni di sgombero della carreggiata, visto anche lo stato dei mezzi: entrambi completamente distrutti. Irriconoscibile la motocicletta, divorata dalla forza delle fiamme. Presenti anche i vigili del fuoco con un’autobotte, proprio per estinguere le fiamme che avevano interessato la due ruote. Al vaglio degli investigatori della polizia stradale la dinamica dell’incidente, ancora in gran parte da chiarire.

La notizia della morte di Giampaolo Maneo si è sparsa rapidamente in città, dove era conosciuto sia tra chi condivideva con lui l’amore per le ‘due ruote’, sia negli ambienti scolastici, nei quali aveva lavorato una vita lasciando dietro di sé un ricordo indelebile. Prof di educazione tecnica nelle scuole medie, agli inizi degli anni Duemila aveva insegnato all’istituto ‘Falcone - Borsellino’ di Portomaggiore. In seguito era approdato in città, alla scuola media Dante Alighieri. Qui ha concluso la sua carriera come insegnante di eduzione tecnica, rimanendo poi nel mondo della scuola come collaboratore per quanto riguarda i computer e il laboratorio di informatica.

Commosso il ricordo di Massimiliano Urbinati, oggi dirigente scolastico del ‘Vergani’ ma in passato prima collega e poi preside di Maneo proprio alla scuola media Dante. "Giampaolo era una persona straordinaria – afferma il dirigente –. Un uomo buono, mite e sempre disponibile. Già da solo riusciva a creare comunità. Era un angelo e un punto di riferimento per il gruppo di lavoro". Il legame tra Maneo e Urbinati non si è interrotto con il pensionamento del 69enne. "Anche dopo – prosegue il preside – lo chiamavo per consigli operativi nell’ambito delle attività scolastiche. Era una persona dalle grandi doti umane e comunicative, sempre gentile ed estremamente competente nel suo ambito".

L’altra sua grande passione era la moto. ‘Innamorato’ delle Bmw, ha viaggiato molto sulle due ruote insieme ad amici centauri, che lo ricordano come un motociclista "prudente e attento". Un tragico e beffardo destino ha però spezzato di colpo la sua vita proprio mentre dedicava qualche ora alla sua passione in un assolato pomeriggio d’autunno.