Artusiana, partenza in tono minore. Forlimpopoli sogna i fasti d’un tempo

Lontani i pienoni e le file pre Covid. Ieri premio Marietta ad honorem ai passatelli del cesenate Di Lorenzo

Artusiana, partenza in tono minore. Forlimpopoli sogna i fasti d’un tempo

Artusiana, partenza in tono minore. Forlimpopoli sogna i fasti d’un tempo

Di solito si dice ‘Buona la prima’, ma in questo caso non è andata proprio così. La prima serata della Festa Artusiana di Forlimpopoli non è stata all’altezza degli esordi migliori: il pienone degli anni pre Covid è ormai, per gli organizzatori e per il paese, un lontano ricordo. Ieri a passeggiare per le piazze e le vie del centro storico c’erano alcune migliaia di persone, certo, ma nulla a che vedere con le 15.000 che imballavano ogni angolo della città un tempo.

La mappa della Festa, d’altronde, è quasi la metà di quella di una volta: 34 i ristoranti, tra quelli allestiti per l’occasione e quelli che sono aperti tutto l’anno, una decina di anni fa si era arrivati a contarne 51 allestiti che si sommavano a quelli fissi.

Le bancarelle? Idem, con intere vie che non ospitano più nessun tipo di attrazione. I ristoranti si son ben difesi, con molti che hanno avuto il tutto esaurito, ma le file per entrare si contavano solo in un paio di casi.

Degli spettacoli si è persa traccia, almeno al sabato sera. La band che ha inaugurato il nuovo format dell’arena, con concerti di musica live alle 19,30, non è riuscita a catalizzare l’attenzione del pubblico: 250 i posti a sedere, una ventina quelli occupati. Il palco dei ragazzi nel fossato, anch’esso anticipato come orario di inizio alle 20, ha visto finire lo spettacolo quando iniziavano ad arrivare le persone, per lasciare posto a un altro concerto live, un cantautore che, purtroppo, ha suonato davanti a tante panche vuote.

Piazza Garibaldi, che ospita associazioni di categoria e pro loco, con degustazioni di prodotti e piatti tipici, vedeva gran parte dei tavolini vuoti, nonostante gli stand, anche in questo caso, fossero meno di quelli che si allestivano tempo fa.

Era il primo sabato della festa, non sempre il giorno migliore della nove giorni forlimpopolese, in contemporanea c’era anche la festa di San Giovanni a Cesena, come però succede da 28 anni a questa parte, tutte attenuanti plausibili per poter dare un 6 di incoraggiamento per il prosieguo della manifestazione. Voto che si alza di parecchio per tutti coloro che si spendono negli stand, nella proposta culturale e ricreativa, anche la band era qualitativamente all’altezza delle aspettative ma, purtroppo, la gente non si si è fermata ad ascoltare.

Nel frattempo la festa ha svolto anche la sua seconda serata, che ha visto il momento clou nella premiazione del miglior cuoco dilettante, il cesenate, marchigiano di origine, Giovanni Di Lorenzo, con la sua ‘Minestra di passatelli di pesce ai filetti di sogliola e zucchine’. Hanno ritirato invece il premio Marietta ad Honorem, Giuseppe (Beppe) Sangiorgi, divulgatore enogastronomico, e il Forno Cappelletti & Bongiovanni di Dovadola.

Matteo Bondi