Mascherine, inchiesta mosaico. Due indagati vanno a Ravenna. Una perizia allunga i tempi

Indagine sulle protezioni per il Covid dalla Cina, la posizione di Gianluca Fiore trasferita per competenza territoriale. A Forlì resta Minenna. La decisione del gup slitta a dopo l’estate.

Mascherine, inchiesta mosaico. Due indagati vanno a Ravenna. Una perizia allunga i tempi

Mascherine, inchiesta mosaico. Due indagati vanno a Ravenna. Una perizia allunga i tempi

Perde altri pezzi l’inchiesta giudiziaria sulla fornitura all’Ausl Romagna di oltre quattro milioni di mascherine non conformi provenienti dalla Cina, per un importo di 3,5 milioni di euro all’inizio del 2020, quando scoppiò la pandemia di Covid; inchiesta attualmente davanti al giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Forlì Ilaria Rosati. Dopo l’uscita di scena del principale imputato, l’ex parlamentare della Lega Nord, Gianluca Pini, che ha patteggiato una pena di due anni di reclusione e la confisca di beni per 800mila euro, ieri sono state stralciate le posizioni di altri due imputati; si tratta di Gianluca Fiore, autotrasportatore forlivese difeso dall’avvocato Marco Martines, accusato di truffa e autoriciclaggio (ma c’è anche l’incendio di un camion sul litorale ravennate), e del suo collega cesenate Bruno Ciuccoli difeso dall’avvocato Anna Salvatore. Il Gup ha accolto l’eccezione di competenza territoriale presentata dai difensori e trasmesso il fascicolo che li riguarda a Ravenna.

Respinta invece l’analoga richiesta dei difensori di Marcello Minenna, già direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, assessore all’Economia e Finanze della Regione Calabria, difeso da Gianluca Tognozzi e Roberto D’Atri, che chiedevano lo spostamento del fascicolo giudiziario a Roma.

Restano quindi a Forlì le posizioni di Minenna, di Gianluca Prati, responsabile del magazzino unico di Pievesestina dell’Ausl Romagna, difeso degli avvocati Giovanni Maio e Alessandro Monteleone di Cesena, e del ravennate Sergio Covato, difeso dall’avvocato Carlo Benini.

La prossima udienza è fissata per il 9 luglio: il giudice conferirà a un consulente l’incarico di trascrivere le intercettazioni telefoniche e ambientali che fanno parte del fascicolo. Per la decisione sul rinvio a giudizio degli imputati sarà quindi necessario attendere la ripresa dell’attività giudiziaria dopo l’estate.