Imola, 14 maggio 2019 - Nessuno ha ancora alzato bandiera bianca: né gli agricoltori, tenuti in scacco dalla piena del Sillaro, né i volontari della Protezione civile. Neppure l'acqua, ancora alta nelle zone più vicine alla rottura dell'argine, sembra aver intenzione di mollare. Se l'alluvione si è ritirata sui terreni che scolano nel Ladello, e quindi di competenza della Bonifica Renana, altrettanto non si può dire per le aree golenali nella zona di Giardino, dove si trova il frutteto di Stefano Liverani. “Ieri (lunedì, ndr) – racconta -, i volontari della Protezione civile hanno lavorato dal pomeriggio fino alle 23, installando cinque motopompe, che, secondo le previsioni, dovrebbero asciugare l'acqua in meno di una settimana”.

Le idrovore, alcune delle quali sono in grado di lavorare al ritmo di 1800 litri al minuto, in una sola notte hanno bruciato la bellezza di 4 quintali di gasolio, facendo diminuire il livello dell'acqua almeno di 20 centimetri. Il calo sembra esiguo, ma trattandosi di un terreno di circa 12 ettari, il miglioramento sicuramente c'è stato, dato che parliamo di centinaia di migliaia di litri d'acqua. Al momento però, il terreno è ancora minacciato dall'impressionante rotta dell'argine, distante poche centinaia di metri.

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Apertasi due voragini nell'argine, l'acqua ha invaso 75 ettari di terreni, fra colture agrarie e qualche frutteto nell'area di Giardino. Oggi, circa tre quarti di questi – ovvero i campi proprio di fronte al cimitero di Sesto Imolese - sono già asciutti, grazie all'intervento delle idrovore della Bonifica Renana, “che da domani mattina, andranno a dare manforte alle cinque pompe della Protezione civile, già intente a prosciugare l'area golenale vicina alla rotta, un frutteto ora sommerso da 4 metri d'acqua”, tranquillizza il capo settore agroambiente e irrigazione, Michele Solmi. Il Consorzio infatti, oltre a distribuire l'acqua irrigua nei periodi di necessità grazie al Canale emiliano-romagnolo, si occupa anche di drenare – appunto, proprio in casi come questo -, i terreni che 'scolano' nel 'Ladello', canale che si riversa nel fratello maggiore: il Correcchio, e da lì al Sillaro.

Si erano messi al lavoro già nella mattina di lunedì invece gli uomini della Bonifica renana, azionando per prima, la 'piccola' idrovora dell'impianto denominato 'Mazzini', capace di lavorare al ritmo di 150 litri d'acqua al secondo, più l'impianto del Correcchio. A questi interventi, si è aggiunto un sopralluogo costante, anche mediante l'utilizzo di droni per il monitoraggio delle aree allagate. La svolta è arrivata, verso le 13, quando si sono aggiunte due pompe mobili aggiuntive, che, nell'arco di una giornata hanno 'liberato' i terreni.

Se la giornata di oggi era ancora da bollino rosso, per domani, l'Arpae ha abbassato l'allerta ad arancione, moderata quindi, sempre riferita alle piene dei fiumi, per le possibili frane, e per le piene dei corsi minori. Non sono previsti fenomeni meteo ai fini dell'allerta, infatti l'allarme è legato alle situazioni critiche in atto nei tratti di valle dei corsi d'acqua e alla possibilità di frane. Esattamente come lo smottamento che ha coinvolto via Campiuno, la strada che collega Tossignano al comune omonimo.