Emilia Romagna, allerta meteo arancione per il 15 maggio 2019 (foto Ravaglia)
Emilia Romagna, allerta meteo arancione per il 15 maggio 2019 (foto Ravaglia)

Bologna, 14 maggio 2019 - Maltempo, l'emergenza è quasi passata in Emilia Romagna. Oggi ancora giornata da bollino rosso mentre per domani l'Arpae abbassa l'allerta ad arancione, moderata, sempre per le piene dei fiumi, per possibili frane e per le piene dei corsi minori. Le zone interessate sono la Romagna, la costa ferrarese e la pianura emiliana orientale e centrale.

Per domani, mercoledì 15 maggio, non sono previsti fenomeni meteo ai fini dell'allerta. La criticità arancione è legata alle situazioni critiche in atto nei tratti di valle dei corsi d'acqua e alla possibilità di frane in seguito alle precipitazioni delle ultime ore. 

In questi giorni, allo scioglimento della neve si sono unite piogge intense, importanti e inconsuete: in 36 ore sono caduti 100 millimetri di acqua su un'area vasta.

Per far fronte all'emergenza, da domenica sono al lavoro 200 volontari della Protezione Civile e prosegue l'attovità di monitoraggio idraulico da Reggio Emilia fino alla Costa. Aperti 36 centri operativi comunali (Coc).

L'agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile è in contatto  on il Dipartimento nazionale per la Protezione civile per l’attivazione di sopralluoghi ai fini della procedura di richiesta dello stato di emergenza nazionale.

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Esondazioni in Romagna, perché è successo. L'intervista a Maurizio Mainetti

Maurizio Mainetti, direttore dell’Agenzia regionale per la Protezione civile, l’ondata di maltempo che flagella l’Emilia Romagna può considerarsi un evento estremo?
«Queste piogge sono un fenomeno molto importante, intenso e inconsueto. In 36 ore sono caduti oltre 100 millimetri di acqua, su un’area tra l’altro vasta e quindi con un volume di acqua raccolto notevole. In alcuni corsi, come il Samoggia e quelli romagnoli, abbiamo raggiunto picchi di piena che sono fra i massimi registrati negli ultimi 20-30 anni». 
La genesi di queste piene? 
«Essenzialmente la quantità di pioggia caduta, più che lo scioglimento della neve». 
Le criticità maggiori?
«Nel Modenese e in Romagna». 

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A Modena, Secchia e Panaro preoccupano molto.
«Sul Secchia e il Panaro, in pianura, i livelli erano ancora abbastanza alti perché lì il deflusso è sempre molto lento. Soprattutto per il fatto che transitano nel tratto di pianura dove le pendenze sono più deboli». 
C’è chi fra i docenti dell’Università di Modena e Reggio Emilia contesta un difetto di manutenzione e prevenzione… 
«Non spetta a me una valutazione di questo tipo. Posso solo dire che dopo l’alluvione del 2014 sono stati realizzati interventi di messa in sicurezza e manutenzione importanti». 
Gli argini dei nostri fiumi hanno tenuto? 
«Gli argini principali hanno tenuto, anche se ancora l’allarme non è terminato. C’è stato qualche problema negli argini dei fiumi più orientali, ad esempio nel Cesenate e nel Forlivese». 
Quanti uomini avete messo in campo per gestire l’emergenza?
«Alcune centinaia. Soltanto i volontari che abbiamo attivato noi dalla scorsa notte sono 250. Poi bisogna considerare che sono in campo i vigili del fuoco, l’esercito e i centri operativi dei singoli comuni». 
C’è stata la necessità del ricorso a sacchi di sabbia lungo gli argini?
«In alcuni casi sì». 
Vi ha sorpreso questa ondata di maltempo? 
«Il fenomeno era in gran parte previsto, e lo avevamo anticipato con un’allerta arancione che oggi (ieri, ndr) abbiamo elevato al massimo grado (rossa, ndr) fino alla mezzanotte di martedì». 
Le previsioni? 
«Per tutta la giornata di martedì (oggi, ndr) la preoccupazione resta. Ci aspettiamo il miglioramento da mercoledì».

intervista di LUIGI MANFREDI