Aggressione con la mannaia: "Non ho colpito il mio ex cognato"

Il 26enne cubano arrestato con l’accusa di tentato omicidio ha dato la sua versione davanti al giudice "Sono sceso solo per difendere mia madre che è stata aggredita ed è finita al pronto soccorso".

Aggressione con la mannaia: "Non ho colpito il mio ex cognato"

Aggressione con la mannaia: "Non ho colpito il mio ex cognato"

"Non ho colpito nessuno e non volevo uccidere nessuno, sono sceso solo per difendere mia madre, aggredita dal mio ex cognato". Così ieri si è difeso il 26enne cubano, arrestato nella notte tra sabato e domenica con l’accusa di tentato omicidio. Per ora però il tribunale ha disposto che rimanga in carcere. Difeso dall’avvocato Fabrizio La Rocca, il ragazzo ieri mattina ha dato al giudice Daniela Bellesi la sua versione su quanto accaduto sabato notte. Nella sua casa, ha spiegato, al momento vivono con lui la madre, la sua ex compagna e la loro bambina piccola. Sabato sera, tornato a casa ha visto che la ex compagna era uscita con le amiche, lasciando la figlia a una baby sitter che lui non conosceva. Il giovane si era arrabbiato perché la ex era uscita senza avvertilo e affidando la piccola a una sconosciuta, aveva chiamato la sua ex chiedendole di tornare subito a casa. La ragazza, spaventata dal tono di voce molto alterato, aveva chiesto alla sorella di accompagnarla, e quella l’aveva raggiunta con il marito. Quando tutti e tre erano arrivati sotto casa, erano scese la madre del cubano e la baby sitter. "Dal balcone – ha detto il ragazzo – li ho visti discutere, e poi il marito della sorella della mia ex ha colpito mia madre". La donna sarebbe caduta e in seguito, portata al pronto soccorso, ha avuto una prognosi di sette giorni per trauma toracico, e su questo episodio il sudamericano e la madre hanno presentato denuncia. Il ragazzo dunque sarebbe sceso di sotto con un attrezzo da cucina in mano, ma ha negato di aver preso la mannaia o un altro coltello; vedendolo il cognato si sarebbe spaventato, sarebbe indietreggiato e inciampato, per questo, a detta del 26enne, si sarebbe fatto male, e questo particolare della vicenda sarebbe stato confermato anche dagli altri testimoni. Il ragazzo sarebbe dunque tornato a casa, dove poi lo aveva trovato la polizia. Ha assicurato di non aver mai voluto colpire l’uomo, ma solo minacciarlo perché non se la prendesse ancora con sua madre. Per ora però il giudice per le indagini preliminari Daniela Bellesi, dopo aver convalidato l’arresto, ha disposto che il cubano resti in carcere, come chiesto dal sostituto procuratore Francesco Carusi. Nei prossimi giorni, dopo aver ricostruito meglio la vicenda, è possibile che l’avvocato La Rocca chieda una misura meno rigida per il ragazzo, consentendogli almeno di tornare a casa sua.