Modena, 12 maggio 2018 - La signora Ivonne Cattini, quasi al traguardo dei novant’anni, quel pomeriggio di un anno fa se lo ricorda bene. Stava camminando lungo il marciapiede quando un individuo l’ha spinta per terra strappandole la borsetta. Una brutta caduta che le è costata un polso fratturato e trenta giorni di prognosi con tanto di gesso. «Non ho fatto in tempo a vedere in faccia lo scippatore che è corso via come un fulmine – racconta – poi due ragazzi lo hanno inseguito e lui vedendosi braccato ha mollato la borsa per terra e io ho pouto recuperare le chiavi e i miei documenti». La signora Ivonne è una delle vittime della baby gang che terrorizzava la Madonnina, arrestata dalla squadra mobile. La incontriamo nel bar della parrocchia dove passa qualche ora con le amiche. Il braccio è guarito e lei è più vispa e agguerrita che mai. Nonostante l’età e la brutta avventura non ha paura.

«La vita va avanti lo stesso – dice sorridendo – meno male che hanno fermato quei delinquenti». Forza e derminazione da vendere e nemmeno un altro brutto episodio capitato qualche mese fa è riuscito a piegarla. «Una donna mi ha abbracciato dicendomi che assomigliavo a sua madre – racconta ancora Ivonne – poi mi ha preso le mani e ha detto che erano molto belle. Quando si è allontanta mi sono accorta che mi aveva sfilato le fedi, la mia e quella di mio marito che non c’è più; le tenevo nello stesso dito una sopra l’altra, non auguro a nessuno questa esperienza». Quartiere Madonnina. Soltanto poche sera fa il sindaco ha incontrato i cittadini per discutere sui progetti urbanistici che dovrebbero valorizzare e trasformare l’area e chissà, magari, si spera, ‘risanare’ la zona anche dal punto di vista della sicurezza.

«Sapevamo di quel gruppo di ragazzini – ci racconta un’altra residente – ne hanno combinate di tuti i colori, rubavano nelle macchine parcheggiate, in palestra e sappiamo di diversi scippi nella zona, qui dopo una certa ora c’è il coprifuoco, nessuno si attenta ad uscire. Anche lo spaccio di droga è un problema». Piazzale Alessandrini. Una grossa aiuola verde, il monumento ai partigiani caduti, qualche panchina, lo scivolo e l’altalena per i bambini. E’ il cuore del rione, qui decine di mamme si incontrano ogni pomeriggio per fare giocare i loro bambini dopo la scuola o l’asilo: «Veniamo qui ogni giorno e quando ci siamo noi non succede nulla – dicono in coro – teniamo d’occhio i bimbi e ci sembra il posto più sicuro del mondo, perchè ci siamo noi. Abbiamo sentito palarare di gente non proprio raccomandabile: ci vorrebbero più controlli ma noi non abbiamo paura, questo è il notro quartiere e vogliamo viverlo ancora di più».