Nel riquadro Andrea Lombardi
Nel riquadro Andrea Lombardi

Castelnuovo Rangone (Modena), 5 gennaio 2019 - "Andrea ci ha riempito la vita in questi anni, per troppo poco tempo. Con la sua grande bontà d’animo, con il suo altruismo, ma anche con le sue irrequietezze e le sue fragilità. Tra le sue paure giovanili c’era quella di non riuscire a lasciare una traccia importante del suo passaggio. Invece lo ha fatto, eccome. E noi, insieme a tutti quelli che l’hanno conosciuto, non lo dimenticheremo mai».

Straziati dal dolore, Luigi Lombardi e Maria Giovanna Fedele - pediatra molto conosciuta in paese - ricordano così il loro ragazzo: all’anagrafe Slavomir Andrees, ma per tutti semplicemente Andrea. Il giovane, 28 anni appena, è morto sul colpo nella notte tra mercoledì e giovedì lungo la A1, nei pressi di Lodi, in un incidente stradale causato dall’attraversamento improvviso di alcuni cinghiali che avevano superato le recinzioni scavando nel terreno.

E tra i dieci feriti il più grave è la sua fidanzata 27enne (tuttora in prognosi riservata, ma trapela ottimismo per i suoi miglioramenti), con la quale Andrea abitava a Formigine da pochi mesi: avevano trascorso assieme il Capodanno in Lombardia, a casa di amici. La notizia ha scosso l’intera Castelnuovo, dove il giovane ha passato quasi tutta la sua vita.

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Slavomir era nato in Polonia e all’età di 3 anni era stato adottato, insieme alla sua sorellina Monika, dai coniugi Lombardi. «Come succede per molti bambini adottati a quell’età - spiega ancora il padre adottivo -, Andrea aveva sviluppato una spiccata sensibilità e molte insicurezze, quindi non è stato facile gestire certe fasi della sua vita. Ma era un ragazzo splendido, alto 1.95, solare e intelligente: era circondato dagli amici. Aveva una dote innata: una mente logica straordinaria. Coi suoi ragionamenti andava subito oltre l’evidenza delle cose. Ultimamente la sua vita si stava stabilizzando: era andato a convivere con la sua ragazza, avevano dei progetti. Ed era stato assunto come receptionist all’Hotel Michelangelo di Sassuolo: un lavoro che gli piaceva».

Poi lo stesso Lombardi prende fiato, come per tenere a freno la commozione, e aggiunge: "Ora per noi è il momento del dolore, ma non può sfuggire a nessuno la dimensione assurda di questo incidente. Sarà inevitabile interrogarsi sul fatto che una rete di 70 centimetri, priva di profondità nel terreno, avrebbe dovuto fermare animali selvatici di vario tipo, compresi i cinghiali, dall’entrare in autostrada".

La famiglia della vittima potrebbe dunque valutare, nelle prossime settimane, il ricorso alle vie legali per fare chiarezza sulla vicenda. Ma c’è un alto concetto al quale Luigi Lombardi tiene particolarmente: «La professionalità e la profonda umanità che stiamo riscontrando nelle istituzioni e nelle forze dell’ordine: nei carabinieri e nei vigili urbani di Castelnuovo, che ci hanno dato la notizia, nella polizia stradale, dove ho visto un’ispettrice mettersi a piangere, e nelle strutture sanitarie intervenute abbiamo trovato davvero il meglio dell’Italia. Una cosa che ai nostri occhi, di fronte a una simile tragedia, non può passare inosservata».