Coronavirus, diminuisce la crescita dei contagi nelle Marche
Coronavirus, diminuisce la crescita dei contagi nelle Marche

Pesaro, 25 marzo 202 - Eppure, malgrado tutto, malgrado i 57 morti di ieri (26 di Pesaro), qualcosa nei numeri ci dice che la situazione sta cambiando. Sta cambiando soprattutto a Pesaro, epicentro del contagio, anche se nessuno ha ancora voglia di festeggiare.

E di sicuro, per quello, bisognerà attendere un bel po’. Ma ieri, in Regione, c’erano sentimenti diversi, carichi di aspettative: perché la progressione dei contagi, con tutti i limiti che possono avere questi conteggi e questi strumenti, evidenziavano un dato chiaro. Che nelle Marche, soprattutto a Pesaro, l’aumento dei casi giornaliero si fa più contenuto.

Quella curva epidemica con la quale abbiamo dovuto prendere familiarità, pare ammorbidirsi, arrotondarsi, come la sommità di una collina che non sembra più così invalicabile. In Regione lo chiamano ’svalicamento’, anche se manca ancora qualche metro da scalare prima di arrivare alla pianura, al plateau. Per poi cominciare lentamente a scendere.
 

L’aumento dei casi registrati ieri nelle Marche è stato del 7% (5 a Pesaro): negli ultimi giorni questo dato è oscillato tra il 14 e il 6, la settimana prima era tra il 36 e il 26%, agli inizi del mese toccava punte del 61%. Ancona, Fermo e Ascoli sono stabili, mentre Macerata cresce del 14% ed è al momento l’area che va maggiormente controllata.

"Le percentuali nelle Marche si stanno riducendo – osserva il dottor Francesco Barchiesi, direttore di Malattie infettive a Marche Nord – questo è un segno positivo. Ma ancora il trend è in crescita: finché non arriveremo al valore zero, come crescita percentuale, vorrà dire che non siamo ancora arrivati al plateau". Non ci siamo arrivati ma ci siamo vicini, questo, ovviamente, se continueremo a mantenere le distanze.

"Verso la fine del mese, inizi di aprile – prosegue il dottor Barchiesi, confermando una previsione che su queste colonne aveva già ipotizzato una settimana fa – potremmo davvero cominciare a vedere la discesa".
 

Ma le buone notizie non sono finite, perché nel reparto diretto dal dottor Barchiesi, tra venerdì e sabato la gran parte dei pazienti sarà rimandata a casa. "Al momento abbiamo 18 persone ricoverate – dice il medico –: due terzi sono piuttosto avanti con l’età, gli altri hanno tra i 50 e i 60 anni, con problemi di cardiopatia e ipertensione. Comunque, a fine settimana gran parte di loro sarà dimessa. Per noi sono clinicamente guariti, cioè non manifestano più i sintomi. Questo significa che continueranno comunque l’isolamento, perché per essere sicuri che siano negativi al Covid bisognerà attendere il tampone, che verrà fatto di concerto con l’Asur e il medico di base. Ma sono guariti".

Contagi, guarigioni, morti... C’è chi dice che i numeri sono come i prigionieri di guerra: torturali e ti diranno ciò che vuoi sentire. Ma forse stavolta basta davvero solo saper aspettare.

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