Lorenzo Forte, morto a 17 anni nell'incidente di Milano Marittima
Lorenzo Forte, morto a 17 anni nell'incidente di Milano Marittima

Milano Marittima (Ravenna), 15 gennaio 2020 - "Un gran bravo ragazzo, tranquillo". Chi parla di Lorenzo Forte, 17 anni spezzati di colpo, ora lo fa con le lacrime agli occhi e il peso del dolore nel petto. Nato il 19 agosto del 2002, frequentava la Scuola alberghiera e di ristorazione di Cesenatico: questo avrebbe dovuto essere l’anno dell’esame di qualifica. Prima di allora aveva frequentato le scuole medie a Milano Marittima. In questo momento stava svolgendo con uno stage al ristorante Touring di Milano Marittima: lì era appena stato a lavorare ieri, e da lì tornava a casa a Savio di Cervia, dove viveva assieme al padre, gestore dell’hotel Astor di Cesenatico. Anche la madre, del resto, lavora nel settore: è titolare del camping Romagna a Milano Marittima.

Aggiornamento I parenti: "Finanziamo un guard rail"

«In questo momento era in un periodo di stage: alterniamo infatti i tirocini allo studio – confermano dalla Scuola alberghiera e di ristorazione di Cesenatico –. I ragazzi qui si destreggiano sia in sala che in cucina, ma lui preferiva di gran lunga la seconda. L’estate scorsa aveva portato avanti lo studio e il lavoro allo stesso tempo, nelle attività di famiglia: si impegnava molto. Siamo tutti molti tristi e amareggiati per quello che è successo. Lorenzo era un bravo ragazzo, estremamente tranquillo".

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Il giovane talvolta si fermava anche nel convitto della scuola ad alloggiare, per evitare il tragitto tra Savio e Cesenatico. Nell’istituto i docenti vivono il dolore della perdita per la seconda volta: già l’estate scorsa un alunno è morto in un incidente stradale a Cesenatico. Anche un’amica della famiglia ricorda il sorriso gentile di Lorenzo: "Era molto affezionato ai suoi genitori, un gran bravo ragazzo. Era tornato da poco dalle vacanze: assieme al padre, che è originario della Campania, aveva trascorso le festività al sud assieme ai parenti".

E si era subito rimboccato le maniche al ristorante Touring, in attesa di quella qualifica tanto ambita. E intanto si spostava con la minicar, che gli aveva dato l’indipendenza per andare e tornare da solo dal lavoro: "Aveva quell’auto da molti mesi, ma gli aveva dato diversi problemi – racconta un’altra persona vicina alla famiglia –. Non molto tempo fa aveva dovuto portarla dal meccanico per un guasto, e non aveva potuto utilizzarla per diverse settimane. Era tornata da pochissimo dall’officina: all’incirca poco prima di Natale. La utilizzava tutti i giorni per uscire di casa". Ora le indagini chiariranno cosa è accaduto in quei momenti fatali. Ma intanto resta un grande vuoto.

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