REDAZIONE RAVENNA

Processo abbreviato per la banda dei bulli accusata di violenze a Faenza

Sette membri della banda dei bulli affrontano il processo abbreviato per episodi violenti a Faenza nel 2023.

Sette membri della banda dei bulli affrontano il processo abbreviato per episodi violenti a Faenza nel 2023.

Sette membri della banda dei bulli affrontano il processo abbreviato per episodi violenti a Faenza nel 2023.

Saranno processati con rito abbreviato, alcuni condizionati a sentire testimoni, sette componenti della cosiddetta banda dei bulli; altri due andranno a processo ordinario se rinviati a giudizio dal Gup Janos Barlotti, mentre le difese hanno chiesto il non luogo a processo. Un altro è già a processo in dibattimento e un undicesimo indagato ha chiesto la messa alla prova.

Il gruppo, composto da una dozzina di giovani tra i 20 e i 26 anni, italiani e immigrati di seconda generazione, è accusato di due violenti episodi avvenuti a fine 2023 a Faenza. Tutti devono rispondere di lesioni personali aggravate in concorso.

Il primo episodio risale al 22 ottobre, quando un ventunenne di origine magrebina, residente a Bagnacavallo, fu brutalmente aggredito fuori dalla discoteca Gate. La vittima, che si trovava lì con amici, venne colpita con calci e pugni dopo una lite nata all’interno del locale e degenerata all’esterno. L’aggressione causò al ragazzo un trauma cranico con una prognosi di 40 giorni. Alcuni suoi amici hanno aiutato a identificare i presunti responsabili, mentre altri erano fuggiti. La vittima si è costituita parte civile con l’avvocato Giacomo Scudellari e chiede i danni.

Il secondo episodio è avvenuto il 10 dicembre 2023 al pub Piccadilly di via Cavour, dove un altro ventunenne fu a sua volta aggredito riportando lesioni per una prognosi di 7 giorni. In quella circostanza il giovane era riuscito a schivare un colpo in testa, con l’utilizzo di una sedia, solo grazie all’intervento della fidanzata e a sottrarsi al pestaggio per l’intervento di altri avventori del locale, mentre gli aggressori fuggivano per sottrarsi all’intervento imminente delle forze dell’ordine. Dalle indagini della polizia emerse che questo violento episodio era stato una scoria della precedente lite del 22 ottobre. Ma in questo caso, la vittima ha ritirato la querela e non si è costituita parte civile. Questo dopo che, in un contesto di omertà e paure, la madre del giovane, il giorno dopo il pestaggio, aveva contattato la polizia per esprimere la sua angoscia e preoccupazione per possibili vendette contro il figlio.

Per gli accusati scattarono misure cautelari, come l’obbligo di dimora, alcune della quali permangono tuttora. A carico degli indagati erano scattati anche Daspo urbani, che impedisce loro di frequentare locali pubblici. "E’ emerso – scriveva nella proposta di Daspo il dirigente della Polizia anticrimine – un contesto di prevaricazioni non occasionali". Nei giorni scorsi gli indagati furono sottoposti ad interrogatorio di garanzia, tutti negando un coinvolgimento diretto nei pestaggi. Il processo con rito abbreviato inizierà il 25 marzo, con l’assunzione delle prove. Titolare del fascicolo il Pm Raffaele Belvederi, i difensori degli imputati sono gli avvocati Guido Pirazzoli, Nicola Laghi, Guido Maffuccini, Delia Fornaro, Valentina La Cara, Carlo Benini.