Ravenna, 8 novembre 2018 - Due giorni di ordinanza, e già non si contano i trasgressori. Il divieto di transito non dà a San Marco il respiro sperato nel caos della viabilità alternativa per la chiusura della Ravegnanaa dopo il crollo della chiusa di San Bartolo. «La situazione non è buona – commenta Marcello Marzocchi del Comitato cittadino –. Lunedì infatti il traffico da Forlì era stato deviato dentro al paese, per la stretta via Chiesa, in cui le auto non riescono a incrociarsi e che termina in una ripida salita su via Argine Sinistro. In paese era tutta coda».

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Ora il divieto è valido in tutta la frazione, ma qualcuno continua a passare sia in via Argine Sinistro che in via Chiesa: «Non appena la municipale se ne va torna il caos – aggiunge il presidente Riccardo Baldini – e quel che è peggio è che via Argine Sinistro è già in condizioni critiche: si stanno formando crepe e avvallamenti, e in certi punti l’asfalto sta franando verso l’argine. Anche il ponte sulla via Godo è sotto sorveglianza. Nei giorni scorsi ho scritto a sindaco e assessore, e non ho ricevuto risposta».

Ora le auto da via Godo per andare a Ravenna possono passare da via Villanova e da lì, tramite via Viazza di Sotto, tornare su via Argine Sinistro o verso San Michele e la Faentina. I camion vengono invece deviati sull’E45, tra i disagi del cantiere partito ad aprile: «Il caso della Ravegnana è stato un problema improvviso, e i disagi sono comprendibili – dice Franco Ventimiglia, responsabile Cna per i Trasporti – ma non quelli per l’E45: lì non c’è stata nessuna emergenza. Non si può fare manutenzione in questo modo alle strade adibite al traffico pesante. Così si riduce anche la velocità di consegna delle merci».