Didattica a distanza
Didattica a distanza

Faenza (Ravenna), 5 dicembre 2020 - "La scuola non è la caserma di un Paese non democratico. Mi auguro che, se l’ipotesi è vera, si sia trattato di un episodio circoscritto. Ma è inammissibile e intollerabile". A parlare c osì è il dirigente scolastico del liceo Torricelli di Faenza, informato di una richiesta che un suo insegnante dell’istituto avrebbe fatto agli studenti via webcam. La richiesta? Far bendare i ragazzi interrogati perché non copiassero. C’erano una volta i bigliettini nella calcolatrice, i suggerimenti dall’ultimo banco, le braccia scarabocchiate di appunti.

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E c’erano una volta anche i giri di ispezione degli insegnanti tra i banchi, le sgridate e le note dopo essere stati colti in flagrante. Poi è arrivato il Covid, e l’eterna lotta tra i ragazzi che cercano di copiare e gli insegnanti che fanno di tutto per impedirglielo si è spostata dal banco alla webcam. In questi mesi i ragazzi di tutta Italia hanno messo a punto nuove tecniche per copiare, come testimoniano anche alcuni video che girano su internet, e qualche docente deve averla presa come una sfida.

Ma la situazione talvolta degenera, fino ad arrivare a richieste come quelle di interrogare i ragazzi bendati, davanti alla webcam. Proprio questo sarebbe successo nei giorni scorsi al liceo Torricelli Ballardini di Faenza: un insegnante avrebbe chiesto ai ragazzi di mettersi una benda davanti agli occhi per rispondere alle domande dell’interrogazione. Il condizionale è d’obbligo perché il preside della scuola Luigi Neri precisa che "non siamo certi, stiamo indagando", ma l’ipotesi è abbastanza concreta da averlo spinto a inviare a tutti gli alunni e agli insegnanti una nota in cui viene condannato questo comportamento.

"Si sarebbero verificati gravi e inammissibili comportamenti da parte di docenti in occasione di verifiche in modalità didattica digitale integrata – si legge nella nota –. In particolare sarebbe stato chiesto agli studenti di bendare gli occhi nel corso di colloqui per via telematica. Tale richiesta, qualora sia stata avanzata da parte degli insegnanti, costituisce grave abuso". Il dirigente ha quindi invitato studenti e famiglie a "opporre un deciso rifiuto nei confronti di tali inverosimili pretese, ed eventualmente di altre analoghe. Ogni richiesta in tal senso dovrà essere tempestivamente comunicata al Dirigente".
Neri dà anche un suggerimento ai docenti, aggiungendo che "resta inteso che gli studenti medesimi devono manifestare un atteggiamento di piena correttezza e lealtà, soprattutto in occasioni delle verifiche. Queste potranno essere annullate qualora si siano verificate gravi irregolarità".

Anche al telefono Neri ribadisce la sua posizione, e precisa: "La scuola non è la caserma di un Paese non democratico. Mi auguro che, se l’ipotesi è vera, si sia trattato di un episodio circoscritto, ma è inammissibile e intollerabile. La scuola mai ha autorizzato azioni di questo tipo, e anzi è assolutamente contraria perché sono una grave lesione nei confronti della dignità degli studenti, che dovrebbero rifiutarsi. Se i docenti sospettano dei plagi possono intervenire in altri modi, non dando credito a una verifica sospetta".

La segnalazione, del resto, ha lasciato il preside sbigottito: "Io ieri (giovedì per chi legge, ndr) ero in ferie, ma sono venuto a scuola apposta per rilas ciare questa comunicazione. Ora stiamo valutando di fare un collegio docenti per parlarne. Se è tutto vero è una cosa vergognosa, nel senso che io me ne vergogno".