Ravenna, 20 settembre 2021 - Il Pm Cristina D’Aniello affiderà questa mattina l’incarico per l’autopsia sul corpo di  Valentina Zanacchini, la 51enne trovata morta sabato mattina nell’alloggio popolare di via Crocetta 32. Il medico legale intervenuto sul posto ha riscontrato lievi tumefazioni sul volto della donna, che potrebbero anche essere ricondotte all’avanzato stato di decomposizione, ma solo l’autopsia potrà escludere del tutto un’ipotetica morte violenta. Al momento è stato aperto un fascicolo, senza ipotesi di reato e indagati.

Amadou Diallo (a sinistra), l’ex compagno di Valentina Zanacchini (a destra)

L’ipotesi prevalente, tre gli inquirenti della Squadra mobile, è quella del malore. La donna soffriva anche di diabete e glicemia, l’ex compagno ritiene che assumesse anche stupefacenti. L’ultimo accesso su whatsapp della donna è delle 5.43 di domenica 12 settembre, dunque il decesso andrebbe collocato da quel momento fino circa a martedì 14. A fare la terribile scoperta è stato Amadou Diallo, senegalese, ex fidanzato 34enne della donna. A Ravenna dal 2013, dal 2015 lavora in un ristorante.

Valentina Zanacchini trovata morta in casa, il corpo senza vita da giorni - Una vita riservata, pochi contatti con i vicini

Quando aveva conosciuto Valentina?
"Ci eravamo fidanzati nel 2018. Lei in quel periodo stava al dormitorio, aveva perso la casa di Punta Marina dove stava con la famiglia e accudiva l’anziana madre. Abbiamo abitato per un periodo a casa mia, poi le avevano assegnato la casa popolare in via Crocetta e ci siamo trasferiti lì".

Com’era il vostro rapporto?
"Talvolta burrascoso. Faceva uso di sostanze. Io le chiedevo di smettere, di cambiare vita. Tornavo a casa dopo mezzanotte dal lavoro, vedevo chiaramente che c’era stata gente in casa, tra bicchierini e altro... Lei negava. Penso frequentasse cattive compagnie, io i suoi amici non li ho mai voluti conoscere".

Ha mai alzato le mani su di lei?
"Una volta sola le diedi uno schiaffo, ma parliamo ormai di due mesi fa. Era lei ad alzare le mani su di me, quella volta mi ribellai perché mi tirava per i capelli".

Quando avete interrotto la relazione?
"Da circa un mese e mezzo".
Da qui, come spesso in questi casi, tra i due intercorre uno scambio di messaggi. Il 3, in alcuni vocali, la donna è particolarmente aggressiva nei confronti di Amadou. Ne seguono altri il 5 e il 6 settembre.

Quando l’ha rivista l’ultima volta?
"Mi aveva chiesto di passare il 5 per portarle i soldi delle bollette, quel giorno non li avevo e sono andato da lei il 7 o l’8. Mi chiese di vederci ai giardini pubblici, io avevo finito prima di lavorare e sono andato a casa sua. Sentivo la voce di un uomo. Quando lei mi ha aperto la porta, le ho dato quei soldi, c’erano altre persone che mi hanno salutato. Le ho chiesto di poter recuperare un po’ di cose che avevo lasciato, ma non voleva".

Quella fu l’ultima volta?
"Il giorno dopo mi ha richiamato. Diceva che avrebbe cambiato vita, ma io ormai non le credevo più. Avevo preso la mia decisione, anche se ogni tanto guardavo se mi scriveva: tre anni di relazione sono tanti. Dall’alba di domenica 12 settembre non si è più connessa su whatsapp".

Quindi non le ha più scritto?
Le ho scritto io, il venerdì 17. ’Ciao ’amo’, quando posso prendere la mia roba’? Quel messaggio lei non lo ha mai letto".

Così si è allarmato e sabato è andato a cercarla.
"Sono arrivato in via Crocetta tra le 9.40 e 50. Ho suonato tre volte, nessuno apriva. Non avevo le chiavi. Ho spinto la porta e si è aperta in quanto non era stata chiusa dall’interno. Ho fatto qualche passo, su una sedia della sala ho notato un asciugamano bianco che non avevo mai visto. Poi ho intravisto in camera Valentina sul pavimento, tra la porta e l’armadio, senza abiti. I suoi vestiti erano in terra".

C’era disordine?
"Non ci ho fatto troppo caso, mi sono spaventato, ho subito chiamato un mio amico, che ha telefonato al 118. Poi ho aspettato lì".

Che sentimento le lascia tutto ciò?
"Una grande tristezza, ho pianto molto. Ma so che per lei avevo fatto il possibile per farla cambiare".