Il delitto di Bibbiano, si scava sul movente. Ieri sopralluogo della difesa nel condominio

I legali di Stefani vogliono fare luce sulla dinamica. Eseguita l’autopsia sul corpo di Minaj, si attendono gli esiti

Il delitto di Bibbiano, si scava sul movente. Ieri sopralluogo della difesa nel condominio

Il delitto di Bibbiano, si scava sul movente. Ieri sopralluogo della difesa nel condominio

Un sopralluogo della difesa nel condominio di via Fratelli Corradini 6 a Bibbiano, diventato venerdì scorso uno scenario di morte: qui il muratore albanese Ilirijan Minaj (foto a sinistra), 61 anni, è stato ucciso dal vicino di casa, il 41enne Riccardo Stefani (foto a destra). Ieri sera gli avvocati Helmut Bartolini e Stefano Germini, che assistono l’indagato, hanno visitato per la prima volta la palazzina: vogliono infatti capire alcuni dettagli per ricostruire la dinamica dei fatti, sulla quale si stanno contrapponendo versioni diverse. Una prima risposta verrà dall’autopsia, eseguita ieri al Policlinico di Modena: il pubblico ministero Isabella Chiesi ha nominato come consulente medico-legale Fabrizio Zucchi, la difesa ha incaricato Sabino Pelosi.

Secondo il primo racconto fatto agli inquirenti da Stefani, indagato per omicidio volontario, lui ha sostenuto che Minaj lo avrebbe aggredito per primo, a causa di screzi precedenti; poi lui sarebbe corso a barricarsi in casa con la madre. E mentre il 61enne dava pugni alla porta, rimasta sfondata al centro, Stefani ha preso il coltello: non avrebbe aperto ma lo avrebbe colpito dal buco della porta. Ma la figlia e la moglie della vittima, Giulia Minaj e Natasha Bylykbashi, hanno fatto trapelare una diversa versione dei fatti: "La madre di Stefani aveva chiuso la porta di casa lasciando fuori il figlio. La porta non è stata rotta da mio padre, ma da Stefani che l’ha forzata per entrare e prendere il coltello".

Le due donne hanno anche voluto puntualizzare: "Non ci furono mai screzi. E quella sera da parte di Stefani non ci fu alcuna legittima difesa". Il 41enne, che assumeva alcol e droga e aveva manifestato qualche disagio psichico, denunciato per maltrattamenti in famiglia più volte della madre, ora è sottoposto alla custodia cautelare in carcere: "Attendiamo l’autopsia e gli accertamenti sulla dinamica – dichiara l’avvocato Bartolini – per poi valutare se chiedere una consulenza sulla capacità di intendere e di volere del 41enne, passaggio faremo se ci convinceremo che ha avuto un peso sugli avvenimenti".

Alessandra Codeluppi