Crocifisso di Michelangelo conteso tra San Marino e Italia, confiscato dal tribunale

Se lo prende lo Stato proprio quando stava per essere restituito, lasciando di stucco anche il Battistero di Ascoli, pronto ad accoglierlo in pompa magna

Il crocifisso conteso

Il crocifisso conteso

San Marino, 11 luglio 2019 - Il crocifisso ligneo da anni conteso, che sia di Michelangelo o meno, è stato confiscato per disposizione del giudice, su richiesta del pubblico ministero, Davide Ercolani. Proprio nel momento in cui San Marino stava per lasciarlo andare e restituirlo ad Angelo Boccardelli che ne rivendica la proprietà, lo Stato se lo prende. Lasciando di stucco anche il  Battistero di Ascoli Piceno che era già pronto ad accoglierlo in pompa magna. 

La statuetta di 40,2 centimetri, attribuita a Michelangelo, è al centro di una disputa giudiziaria in Italia e a San Marino, dove sarebbe custodito in una cassetta di Banca Centrale. Il Crocifisso, sull'attribuzione del quale vi sono ancora dubbi, era stato dissequestrato dalla magistratura sammarinese un anno fa al termine di un'indagine partita su una rogatoria della Procura di Torino nel 2006 che contestava all'ex ambasciatore sammarinese Giacomo Maria Ugolini l'illecita esportazione di opere d'arte. Sempre San Marino nel 2012 aveva indagato per riciclaggio Angelo Boccardelli e Giorgio Hugo Balestrieri, venuti in possesso per disposizione testamentaria dei beni dell'ambasciatore. 

Dopo 7 anni di battaglie giudiziarie, venuto meno il sequestro sammarinese senza condanna degli indagati, la statuetta tra oggi e domani sarebbe stata restituita al legittimo proprietario, che l'aveva promessa all'esposizione nel Battistero di Ascoli Piceno. La richiesta della Procura di Rimini prima e il provvedimentodel gip oggi di fatto bloccato il trasferimento, perché secondo il tribunale italiano, la confisca per il reato di esportazione abusiva di beni culturali, può essere concessa anche se l'indagato di tale reato non è stato condannato.  

Secondo il giudice italiano infatti la disciplina dei beni culturali rappresenta un'eccezione a quella della libera proprietà perché quel conta per legge è che la cosa presenti un effettivo interesse culturale pur non essendo formalmente dichiarato bene culturale. Quindi potrebbe essere irrilevante l'attribuzione certa o meno a Michelangelo visto che comunque si tratta di un'opera del XVI secolo, così come la confisca è obbligatoria anche nel caso il privato non sia direttamente responsabile dell'esportazione.