A Rimini solo il 16% dei ragazzi tra i 12 e i 19 anni è vaccinato
A Rimini solo il 16% dei ragazzi tra i 12 e i 19 anni è vaccinato

Rimini 1 luglio 2021 - "Se la scuola riparte in queste condizioni rischia di essere il solito caos" dicono i dirigenti scolastici delle scuole superiori. La scuola non ha ancora chiuso, spinta da esami di maturità e corsi di recupero, che i dirigenti devono fronteggiare una nuova minaccia: la mancata vaccinazione degli studenti. Lassessore Raffaele Donini è stato chiaro quando in settimana ha precisato come gli studenti vaccinati con due dosi saranno esenti da quarantene e didattica a distanza. Insomma, per l’assessore la ripartenza in presenza della scuola è possibile perché nel periodo estivo c’è il tempo e ci sono le possibilità per completare il percorso vaccinale.
Sarebbe il sogno di dirigenti, professori e genitori, ma forse non di tutti gli studenti. Qualche dubbio emerge dal dato sulle vaccinazioni per fascia di età.

A Rimini solo il 16% dei ragazzi tra i 12 e i 19 anni è vaccinato

Tra i 12 i e 19 anni, ovvero la fascia di età che comprende il ciclo delle scuole superiori di secondo grado e le seconde e terze medie, nella provincia di Rimini ha percentuali di vaccinazioni molto basse. Siamo ad appena il 16%. Forlì viaggia sul 29% e Ravenna la eguaglia. Se si guarda alla percentuale di chi ha già completato le due dosi siamo a un misero 1%. Calando il dato su base provinciale ecco che si vede come a Verucchio siano più attivi, con un 27%, discreto anche il dato di Rimini con un 20%, mentre Cattolica ha appena un 8%, e con Misano (12%) e Riccione (11%) viaggia su percentuali basse nonostante rappresentino la parte della provincia che soprattutto durante il primo lockdown ha pagato il prezzo più caro al virus.

Per una ripartenza in presenza e sicurezza delle scuole non basteranno queste percentuali. "Siamo indietro - premette il dirigente dell’alberghiero Savioli, Luciano Antonelli -. Con questi numeri si fa difficile. Come scuola ci stiamo preparando al nuovo anno basandoci sui protocolli di sicurezza. I numeri sulle vaccinazioni sono effettivamente bassi. Servirebbe una maggiore sensibilizzazione anche da parte delle scuole come è stato fatto in passato nel periodo dei tamponi rapidi ad esempio. In alcune regioni pensano alle stesse scuole come sedi vaccinali, un’ipotesi su cui riflettere". Per il dirigente Antonelli c’è un altro aspetto su cui bisogno intervenire subito. "A prescindere dalle vaccinazioni posso dire che i protocolli scolastici sono ormai rodati, ma resta il nodo dei trasporti. Già risolvendolo avremmo eliminato un problema importante ed avremmo più tempo per portare avanti la campagna vaccinale tra i giovani ".

A temere una ripartenza caotica è Daniela Massimiliani dirigente al Valturio. "Ora come ora sensibilizzare i giovani alla vaccinazione è complicato. A spingere le persone verso i vaccini è stato senza dubbio il desiderio di superare chiusure e limitazioni. Ora con la situazione epidemiologica attuale e l’estate diviene tutto più difficile. Noi come scuola ci stiamo preparando alla ripartenza con protocolli, e siamo attenti ai possibili effetti delle varianti. Ma se non ci saranno effetti grazie alle vaccinazioni rischiamo nuovamente una partenza nel caos. Per gli stessi professori riuscire a gestire gruppi in presenza e gruppi in dad nel medesimo tempo è difficilissimo. Un altro anno di dad ci rovinerebbe".

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