Il corteo di protesta
Il corteo di protesta

Rimini, 18 maggio 2019 - Il conto per le mancate vaccinazioni dei figli comincia a diventare salato per le famiglie no-vax. Dopo l’epidemia di morbillo nel Riminese, dove sono stati registrati oltre 40 casi da dicembre, l’Ausl ha provveduto in questi giorni a notificare le multe ai genitori dei bambini e dei ragazzi non vaccinati. Sono almeno una quindicina le sanzioni elevate ad altrettante famiglie, multate dall’azienda sanitaria sulla base della legge Lorenzin. Che prevede, come noto, verbali da un minimo di 100 euro a un massimo di 500 per tutti gli alunni da 6 a 16 anni non in regola con i vaccini, e la sospensione da asili nidi e scuole materne per i bambini nella fascia che va da 0 a 6 anni.

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L’Ausl ha usato il pugno duro soprattutto con le famiglie di bambini e ragazzi che hanno contratto il morbillo, visti i tanti casi avvenuti quest’anno. La multa arrivata a casa dei no-vax è di 166,66 euro più le spese di notifica, per un ammontare totale di 181 euro e spiccioli per ogni verbale. I provvedimenti sono partiti, in diversi casi, dopo le segnalazioni dei medici di base e di quelli della pediatria dell’ospedale ‘Infermi’ di Rimini. L’Ausl, dopo aver accertato «l’assenza di condizioni di esonero dai vaccini», i ripetuti solleciti per le vaccinazioni e «la mancata presentazione» delle famiglie agli appuntamenti con l’azienda sanitaria dopo i primi colloqui, è ricorsa alle sanzioni. Ma per i bambini di nidi e materne non basta saldare la multa, per continuare a mandare i figli a scuola. Come specifica infatti la stessa azienda sanitaria nel verbale, «il pagamento della sanzione non consente comunque la regolare frequenza dei bambini negli asili nido e nelle scuole materne», com’è previsto dalla legge Lorenzin. Per gli alunni di elementari, medie e superiori invece, trattandosi di scuola dell’obbligo, non può esserci alcuna sospensione dai servizi scolastici.

I genitori che hanno ricevuto i verbali hanno trenta giorni di tempo per impugnare le multe fatte dall’Ausl, attraverso i propri legali. E molti lo faranno, o l’hanno già fatto. Diverse famiglie riminesi hanno dato mandato all’avvocato riminese Luca Ventaloro, legale del Comilva (il coordinamento del movimento per la libertà vaccinale). Il primo passo sarà quello di presentare una memoria difensiva, con tanto di richiesta di audizione all’Ausl. Nel caso (ed è molto probabile) che l’azienda sanitaria respinga le motivazioni addotte dalle famiglie no-vax e confermi la sanzione con un’ingiunzione di pagamento, a quel punto i genitori impugneranno le multe davanti al giudice di pace di Rimini.