Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia (Foto LaPresse)
Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia (Foto LaPresse)

Rovigo, 18 agosto 2019 - La Regione Veneto si rietiene parte offesa nella vicenda Iras ed è pronta, qualora si arrivi a processo nei confronti dei nove operatori indagati per maltrattamenti sugli anziani ospiti, a costituirsi anche come parte civile. Lo annuncia il presidente del Veneto, Luca Zaia, mentre l’assessorato regionale alla Sanità ha già attivato una commissione d’inchiesta, nominando un pool di esperti che indagheranno sull’attività nella casa di riposo rodigina. Il Tribunale di Rovigo ha sospeso con misura cautelare personale e il divieto temporaneo di svolgere attività professionale sette Oss dipendenti dell’Iras e due operatori di una cooperativa addetta del servizio di pulizia, ma per il governatore occorre andare a fondo su ogni versante. «I fatti accaduti a Rovigo ci inquietano profondamente – sottolinea Zaia –. Non possiamo tollerare che nei confronti di persone deboli e fragili, come anziani non autosufficienti, siano perpetrati comportamenti offensivi, umiliazioni e atti di violenza, lesivi della dignità delle persone». «Andremo fino in fondo perché sia fatta chiarezza, in tutte le direzioni», assicura. «E qualora qualcuno abbia sbagliato e le responsabilità siano acclarate con sentenza dai giudici – conclude – saremo a chiedere il massimo delle pene previste».

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Nel frattempo, con decreto urgente del Direttore regionale dell’area Servizi sociali l’assessore alla Sanità e al sociale, Manuela Lanzarin, ha istituito una Commissione regionale per le verifiche amministrative sull’Iras. «Quanto è accaduto è di estrema gravità – dichiara l’assessore – e la Regione, nel pieno rispetto del lavoro di indagine degli organi inquirenti e della Procura di Rovigo e della presunzione di innocenza per tutti gli inquisiti, ha il dovere di fare chiarezza su come si sia potuta determinare tale situazioni, quali siano le procedure in essere, come avvenga la selezione, la formazione e l’organizzazione del lavoro del personale, quali siano i sistemi di verifica e di controllo e gli strumenti di prevenzione. Nel rispetto della piena autonomia degli organi inquirenti, che dovranno accertare e sanzionare eventuali responsabilità personali, la Regione ha la responsabilità di sottoporre a verifica il sistema e di individuare eventuali falle o deficit organizzativi al fine di evitare che situazioni simili abbiano a riproporsi e per poter garantire ad ospiti e familiari il diritto ad una assistenza dignitosa e qualificata, nonché agli operatori dell’assistenza e alle comunità locali la fiducia nella legalità e la certezza nei principi della buona amministrazione».

La commissione è costituita da tre professionisti della sanità e del sociale: Giuseppe Gagni, dirigente presso la Direzione Servizi Sociali della Regione del Veneto; Giacomo Vigato, avvocato e direttore dell’unità Affari Generali e Assicurativi dell’Azienda Zero; e Achille di Falco, direttore dell’unità Formazione e Sviluppo delle professioni sanitarie, dell’Azienda Zero. I tre professionisti, che non riceveranno alcun compenso per tale incarico, dovranno produrre entro il 30 settembre un’analisi dettagliata su quanto accaduto, acquisire ogni informazione utile dal punto di vista amministrativo, organizzativo e gestionale e indicare alla Regione i possibili provvedimenti amministrativi da adottare.