Riccione, 30 novembre 2021 - Federica Pellegrini ha vinto i 200 stile in vasca corta agli Assoluti in corso a Riccione, l'ultima gara della sua carriera. La Divina in corsia 4 ha toccato in 1'54"95. Tanta la commozione sul blocchetto prima della partenza per Pellegrini, che ha tentato di frenare le lacrime. Al tocco della piastra, tra i sorrisi, è scattata la standing ovation del pubblico presente nell'impianto di Riccione, tra cui i genitori Roberto e Cinzia, e il presidente del Coni, Giovanni Malagò. 

Federica Pellegrini: per lei l'ultima gara a Riccione

La Pellegrini: "Ho fatto rientrare le lacrime". Poi tuffo in piscina con Malagò

"Ero sull'orlo di una crisi di nervi ma ho fatto rientrare le lacrime, è stato bello. Era giusto e importantissimo per me finire qua, in questo modo, e con la possibilità di avere la mia famiglia vicino", ha detto la stessa Pellegrini emozionatissima al termine della gara. "Grazie a tutti, a chi mi ha accompagnato e chi no - prosegue la Pellegrini - . Sono stati 20 anni di nuoto e fatica. Ho amato follemente il nuoto e lo amo ancora, quello che mi mancherà di più sarà il gruppo, e quello che non mi mancherà sicuramente è la fatica dell'allenamento, a 33 anni ci sta. Voi non mollate mai, qualunque cosa vi dicano". Ringraziamenti, naturalmente, anche "al mio allenatore e futuro marito" Matteo Giunta. Anche Malagò si è avvicinato per abbracciare la Divina. E i due sono stati protagonisti di un fuori programma. A organizzarlo la stessa Pellegrini, che ha convinto Malagò a tuffarsi con lei in piscina. Lei ancora in costume e il presidente del Coni in camicia, pantaloni e calzini.

La festa in acqua, ricordando Camille Muffat

Alla fine c'è stata anche una festa in acqua, insieme alle storiche amiche e rivali incrociate in vasca nella sua lunga carriera. Ci sono Alice Mizzau, Femke Heemskeerk, Sara Isakovic, Evelyn Verraszto, Camelia Potec e Sarah Sjostrom, mentre una corsia vuota è stata lasciata per Camille Muffat, la nuotatrice francese scomparsa nel 2015 in seguito a un incidente aereo, con la sua cuffia rosa appoggiata sul blocchetto di partenza. Per l'occasione sono stati trasmessi due video che hanno ripercorso l'intera vita acquatica di Pellegrini, con la scritta 'Grazie Fede': lo stesso cartello esibito dal pubblico in tribuna su cartoncini azzurri.

Quella di oggi ai campionati Assoluti invernali di Riccione, infattiè stata la gara che ha chiuso la carriera della Divina. La Pellegrini celebra così, con una vittoria, una carriera straordinaria, ricca di trionfi e successi che l'hanno consacrata a livello mondiale, con 58 medaglie internazionali. Per lei, ora, comincerà una nuova vita. Sempre a Riccione, la 33enne atleta veneta riceve la cittadinanza onoraria. 

Malagò: "Non deve essere un momento triste"

"Non bisogna prenderlo come un momento triste ma è il giusto riconoscimento alla sua carriera e a quanto ha fatto crescere tutto il movimento del nuoto". Così il presidente del Coni, Giovanni Malagò, a Riccione per assistere all'ultima gara di Federica Pellegrini. "Non potevo non esserci. Questa passerella doveva svolgersi a Eindhoven, ma poi la pandemia ha imposto le porte chiuse in Olanda quindi giustamente si è pensato di farlo a Riccione: è stata una bellissima idea dell'Aniene e secondo me a Federica non è sembrato vero- ha raccontato Malagò ai microfoni di Raisport- Devo fare i complimenti alla Federazione nuoto perché sono stati bravissimi a organizzare tutto questo in così poco tempo. E il fatto che in pochissimo tempo hanno aderito tantissimi protagonisti e campionesse per salutare Federica dà la dimensione di che personaggio è". Quanto alle sue emozioni personali Malagò rivela: "Ci sono due sentimenti diversi che si sovrappongono a un certo punto. Il primo è la gratitudine da dirigente sportivo, e non c'è una parola per riconoscere l'immensità di Federica. E poi c'è la componente umana, innegabile".

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L'ultimo atto della Divina

In principio fu - o doveva essere - Napoli. Poi Eindhoven. Infine è stato Riccione. Federica Pellegrini ultimo atto, dopo che, poco più di due settimane fa un coro di addio, malinconico eppure allegro come un carnevale, ha attraversato il globo (rigorosamente su due ruote) per l'addio alle gare di Valentino Rossi. Oggi l'Italia ha visto per l'ultima volta su un blocchetto la Divina nazionale, la più grande nuotatrice nella storia del Paese, e dunque in questa valle di lacrime ci si potrà letteralmente tuffare. 

Un treno che di stazioni ne ha saltate parecchie solo nell'ultimo anno - smetto a Tokyo, no continuo con la Isl a Napoli, sì ma poi c'è pure l'Olanda, e che non ci metti pure gli Assoluti di Riccione? Ok, grazie, scendo qui - La prossima è davvero l'ultima. Glielo hanno chiesto che fosse in Italia, con l'appello arrivato dalla sua "famiglia", l'Aniene. Hanno rivoluzionato il programma gare per lei, hanno provato anche a dirle 'Ma dai, continua fino ai Mondiali. E poi però c'è Roma, con gli Europei in casa: arriva fin lì'. Tirata e contesa, spingendo ogni volta il giorno più in là, lei infine ha detto stop, stanca di regnare. Da qualche parte si dovrà pur smettere. Il blocchetto è stato dunque l'ultimo piedistallo della regina senza eredi.

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Federica Pellegrini: carriera e vita privata 

Lo stesso su cui salì che era ancora bambina. Ed era sempre una bambina quando il mondo si accorse di lei. L'acqua era quella dei Giochi di Atene, 17 agosto 2004: quarta corsia, lo start, il crescendo sulle 4 vasche che dovrebbe essere registrato alla Siae, il tocco di Camelia Potec laggiù - non vista - a soffiarle per 19 centesimi un oro già suo. Fu argento, ed era comunque già storia. A Pechino 2008, capelli corti e qualche brufolo adolescenziale in meno, tutta un'altra storia. Atleta da battere, affonda nei 400 e poi risorge nella gara della sua vita, i 200, prima con un record del mondo in semifinale, poi con il trionfo dell'oro olimpico. L'araba fenice che risorge dalle sue ceneri, proprio come il tatuaggio sul collo. Federica bambina, Federica ragazza, Federica donna. In mezzo un turbinio di discese e risalite, disturbi alimentari, attacchi di panico, storie d'amore, triangoli, anelli tirati a bordovasca, rivali in acqua e fuori, scenate di gelosia, urla nei corridoi d'albergo - 'lei, lui e l'altro' volume I, II e III - "mangiatrice di uomini", "antipatica", testimonial di shampoo, biscotti, gioielli, icona di stile e collezionista di scarpe, giudice tv.

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L'elenco è misero, serve più spazio per raccontarla tutta, lei stessa non ce l'ha fatta in due libri. Diversa e in fondo sempre uguale a se stessa, camaleontica solo se si parla di allenatori. Un volto diverso per ogni Olimpiade, con una eccezione: Max Di Mito ad Atene, a Pechino l'adorato Alberto Castagnetti (scomparso nel 2009, appena dopo i trionfi del Mondiale di Roma), poi Claudio Rossetto a Londra, Rio e Tokyo con Matteo Giunta. Sul quale molti storcevano il naso. Lei no, se l'è preso in acqua e fuori. Tra una stagione e l'altra l'ufficio di collocamento Pellegrini assume i vari Lucas (due volte, compreso il trasferimento in Francia), Morini, Bonifacenti. Con il senno di poi ha sempre avuto ragione lei, se non altro perché ci ha messo la faccia e la testa, cosa che in poche fanno o si possono permettere.

Come quella volta che il cerchio doveva chiudersi in Brasile ("smetto davvero") e invece no. Il quarto posto che fa male, i conti sballati sul ciclo che le condiziona la gara. Riflessioni e coraggio, "non smetto più": contro tutto e tutti, donna indipendente e rivoluzionaria, avanti altri 4 anni fino a Tokyo. Che poi saranno 5. In Giappone diventa l'unica nuotatrice nella storia a disputare cinque finali sulla stessa distanza, i 200 stile che nuoterà anche a Riccione, un rosario sgranato di religiosa dedizione. L'ultima è davvero l'ultima? Lei dice di sì. "E' così difficile dire addio, ma a un certo punto è anche giusto prendere una decisione definitiva". Anche perché nel frattempo altre scelte sono state compiute. L'elezione a membro del Comitato Olimpico Internazionale, il ruolo di ambasciatrice per i Giochi Olimpici di Milano Cortina, per citare la Pellegrini icona globale. Una proposta di matrimonio accettata che fa già famiglia, per parlare della Federica più intima e privata. Ma per questo c'è tempo, oggi ancora si balla.