Ancona, 11 novembre 2017 - «Renata era in una farmacia di Tortoreto Lido il pomeriggio del 9. La ricordo bene. Ha comprato un farmaco di cui aveva assolutamente bisogno». Una testimonianza, quella lanciata ieri sera dalla trasmissione «Quarto Grado» che smentisce il racconto di Simone e Pino Santoleri e riaccende i fari sulla scomparsa di Renata Rapposelli, la pittrice di cui non si hanno più tracce dal 9 ottobre scorso. Ad aumentare ancor più i sospetti è anche il telefono di Reny, trovato dai carabinieri tra quelli sequestrati nella casa di Giulianova. Se la testimonianza fosse veritiera, sarebbe falso il racconto dei Santoleri, indagati dalla Procura di Ancona per omicidio e occultamento di cadavere. Agli inquirenti hanno detto da subito che Renata era stata accompagnata in auto dall’ex marito fino a Loreto proprio il pomeriggio del 9 ottobre. Lo smartphone di ‘Reny’ sarebbe uno dei sette cellulari che i carabinieri, durante la perquisizione di sabato scorso, hanno trovato nell’abitazione di Giulianova.

Anche il ritrovamento del telefonino apre una serie di interrogativi: se, come ha raccontato il figlio 43enne della pittrice scomparsa, la visita della donna è stata brevissima, come mai la pittrice ha avuto il tempo di tirare fuori il telefono e dimenticarlo nella casa dei familiari? La presenza del cellulare si spiegherebbe con una permanenza più lunga di Renata a Giulianova, tesi che sembra essere confermata dalla commessa della farmacia di Tortoreto che ha riferito anche ai carabinieri di aver visto una donna del tutto somigliante alla pittrice alle 17 nel suo negozio. Finora c’era solo la parola dei due indagati a indicare che Reny il 9 ottobre aveva raggiunto Giulianova, dato che nel complesso residenziale di via Galilei nessuno l’aveva vista arrivare, né i pochi vicini avevano sentito le grida della lite raccontata da padre e figlio. La testimonianza del commerciante contraddice però quanto affermato dal figlio e dall’ex marito: quest’ultimo, stando a quanto dichiarato dai due indagati, avrebbe riaccompagnato la donna a Loreto partendo alle 14.30 da Giulianova. ‘Pino’ Santoleri è stato intervistato anche nella trasmissione Rai ‘La vita in diretta’: «Renata mi cacciò dalla casa di Ancona perchè si vergognava di me e del lavoro che facevo. Simone? Non mi ha mai fatto del male. Anzi è stato lui ad accogliermi quando ho avuto bisogno». Intanto martedì mattina Simone e Giuseppe saranno di nuovo ascoltati in Procura ad Ancona. Se giovedì scorso erano stati sentiti come persone informate sui fatti, martedì il sostituto procuratore Andrea Laurino li sottoporrà a un interrogatorio vero e proprio, anche alla luce degli elementi emersi finora.