La rissa ripresa col cellulare
La rissa ripresa col cellulare

Ancona, 21 febbraio 2019 - Picchiato da due coetanei viene filmato e il video finisce sul web. A scatenare l’aggressione sarebbe stata una frase, «sporco rumeno» scritta su una chat di compagni di scuola. Adesso due minorenni di Jesi dovranno rispondere dell’accusa di lesioni. La Procura dei minori ha chiuso di recente l’indagine che li vede protagonisti di fatti accaduti all’inizio dell’anno scolastico, a Jesi. Tutta la vicenda è scoppiata con la denuncia della madre di un 17enne jesino.

Il genitore ha visto il video dove il figlio veniva pestato a pugni da due ragazzini, più o meno della stessa età, e senza pensarci due volte si è rivolta ai carabinieri per denunciare l’episodio. I fatti sarebbero maturati in un contesto di dispetti e antipatie reciproche di studenti che frequentano lo stesso istituto superiore ma in classi diverse e degenerati poi con l’aggressione che è avvenuta ai giardini di Jesi. Lì è stato preso a pugni il minorenne. A scatenare l’aggressione sarebbe stata una offesa che lo stesso aveva rivolto ad uno dei due picchiatori. Qualche giorno prima infatti, mentre era scuola, la vittima avrebbe preso il cellulare di un amico che era iscritto in una chat scolastica su whatsapp. Utilizzando lo smartphone di questo ha scritto sul gruppo «sporco rumeno», insultando così un coetaneo che non gli andava proprio a genio. Il romeno aveva capito subito che a scrivere era qualcun altro e non il possessore del telefonino. Il gesto infatti sarebbe stato l’apice di altre diatribe che i due covavano da tempo perché appartenenti a due gruppetti di amicizie rivali. Così è arrivato il giorno dell’incontro, ai giardini, dove il romeno ha affrontato il 17enne, aiutato da un altro studente sempre jesino.

Lo hanno picchiato a mani nude e mentre era in corso l’aggressione c’era qualcuno che filmava. Il video è finito agli atti e nel sottofondo si sentono anche voci femminile, come se ci fossero presenti anche delle ragazzine mentre il minore le prendeva. Tornato a casa il 17enne non avrebbe detto nulla a casa, forse ignaro del filmato che invece nel frattempo aveva iniziato a circolare. Prima tra gli studenti e poi anche al di fuori. Qualcuno lo ha pubblicato anche sui social network ed è finito su Facebook dove la mamma del picchiato lo avrebbe visto. E’ stato a quel punto che il genitore ha chiesto spiegazioni al figlio che avrebbe confermato l’episodio e anche chi erano i ragazzini che lo hanno aggredito. Così è scattata la denuncia con la consegna del filmato ai militari che hanno avvisato la Procura dei minori. In pochi mesi l’indagine è stata chiusa e adesso i due rischiano di finire a processo.

Uno dei due indagati ha già chiesto di essere sentito dal pm titolare del fascicolo per dare la sua versione dei fatti e chiarire la propria posizione che non sarebbe in linea con la ricostruzione data dalla vittima. Non è escluso che la difesa non tiri in ballo proprio il picchiato per aver apostrofato e quindi discriminato il romeno per via delle sue origini.