Sanità, dibattito con Sossai: "I poveri non usufruiscono più del nostro sistema"

In occasione della presentazione del suo libro "Medicina Arma di potere", l'ex primario di Urbino e docente dell'Università di Camerino ha esposto il suo studio sul sistema sanitario a 45 anni dalla nascita

Un momento dell'incontro dibattito al teatro "Don Bosco" di Fabriano
Un momento dell'incontro dibattito al teatro "Don Bosco" di Fabriano

Fabriano (Ancona), 5 gennaio 2024 - “Il nostro sistema sanitario ha compiuto 45 anni e alla luce delle trasformazioni in peggio che ha subito, ci ritroviamo ora a non avere più quei servizi che lo rendevano una eccellenza di questo Paese”. E’ quanto evidenziato dal professor Paolo Sossai, ex primario di medicina interna dell’ospedale di Urbino e docente all’Università di Camerino, durante la presentazione del suo ultimo libro, “Medicina arma di potere”, che si è svolta al teatro “Don Bosco” di Fabriano. La manifestazione, patrocinata dal Comune di Fabriano, è stata organizzata dall’associazione culturale e politica “Itidealia”. Alla fine ne è venuto furi un lungo dibattito, iniziato alle 21, che è protratto fino alla mezzanotte. Sicuramente le capacità dialettiche e di coinvolgimento del professor Sossai sono stati elementi fondamentali per inchiodare sulle poltrone i partecipanti all’evento, ma altrettanto certamente l’argomento trattato è di quelli che ci toccano direttamente o indirettamente. Hanno partecipato alla discussione, oltre al presidente di Itidealia, Sandro Carucci, anche Vinicio Arteconi, medico e consigliere comunale di Fabriano, e Beatrice Marinelli, portavoce del Comitato pro ospedali pubblici delle Marche. Il professor Sossai ha riempito di dati la sua presentazione, dati che, a suo avviso, rappresentano necessariamente la base per qualsiasi discussione o intervento. “Proprio perché i dati sono importanti – ha spiegato Sossai - la loro qualità deve essere certificata da enti e istituzioni nazionali e internazionali. A distanza di 45 anni il nostro sistema sanitario non ha più quei servizi che lo rendevano un’eccellenza. Se a questo dato aggiungiamo che la percentuale di poveri in questo Paese ha raggiunto il 20% della popolazione, poveri assoluti e relativi, ci rendiamo conto che almeno il 20% di noi non ha prestazioni sanitarie adeguate”. Altro dato interessante portato in evidenza dal professor Sossai è che la presenza di un anziano, con la sua pensione, all’interno di un nucleo familiare è determinante per allontanare il rischio di cadere nella povertà: “Ancora una volta i nostri anziani, quelli che hanno dato ricchezza a questo Paese, si ritrovano a dover sostenere con le loro pensioni i propri familiari, situazione sociale nuova insorta con le crisi economiche che si sono succedute nel tempo”.