Maycons Caso Cueva, a destra, morto a 33 anni
Maycons Caso Cueva, a destra, morto a 33 anni

Ancona, 12 settembre 2019 - Dieci indagati tra medici, anestesisti e infermieri. Una nuova inchiesta scuote il mondo della sanità anconetana. Stavolta sotto la lente della Procura dorica è finita la morte di Maycons Caso Cueva, un peruviano di 33 anni che pagò con la vita un intervento sulla carta banale, di quelli che teoricamente non dovrebbe preoccupare, ovvero l’asportazione della tiroide.

Nei confronti degli indagati, che operano nei reparti di chirurgia e di anestesia e rianimazione (ovvero i due in cui il sudamericano è passato) dell’ospedale regionale di Torrette, la Procura ipotizza il reato di omicidio colposo. Il fascicolo sulla morte di Maycons Caso Cueva, avvenuta lo scorso 29 agosto nel reparto di Rianimazione, è stato aperto dopo l’esposto presentato dai familiari, assistiti dall’avvocato Marco Polita. Questa mattina alle 10.30 all’istituto di medicina legale di Torrette si svolgerà l’esame autoptico chiesto dal sostituto procuratore Serena Bizzarri, titolare del fascicolo. Incaricato di far luce sulle cause del decesso il medico legale Antonio Tombolini.

I genitori della vittima, invece, hanno richiesto come consulente il dottor Marcello Comai. Alcuni dei medici indagati sono assistiti dallo studio legale Scaloni.

Il 33enne peruviano, da dieci anni ad Ancona con la sua famiglia, era entrato in ospedale il 22 agosto. Il giovane, dipendente della Tnt Spedizioni, si era sottoposto ad un intervento chirurgico alla tiroide che da tempo gli dava dei problemi. Oltre a questo, soffriva anche di disturbi cardiaci e respiratori. Il consiglio di sottoporsi ad una operazione era arrivato qualche mese prima, in modo da poter tornare, possibilmente, ad una vita normale grazie ad una successiva cura farmacologica non invasiva.

Maycons Caso era entrato in sala operatoria poco dopo le 8 e alle 16 circa era stato trasferito in anestesia nella divisione di rianimazione dell’ospedale di Torrette. Le cose sembravano essere andate bene e la fase post operatoria procedeva bene. Poco dopo le 7 i genitori hanno potuto vedere il figlio da dietro il vetro del reparto intensivo, accorgendosi, a loro avviso, che qualcosa non andava rispetto al giorno precedente. I due avevano ricevuto risposte tranquillizzanti. Verso le 8,15 le condizioni di Caso erano improvvisamente peggiorate. Immediato l’intervento dei sanitari. Tamponato un arresto cardiaco, purtroppo il cervello del giovane è rimasto senza ossigeno per troppo tempo. Il 33enne non ha più ripreso conoscenza e i cinque giorni successivi sono stati soltanto un calvario. Il 29 agosto, un asettimana dopo il suo ingresso in ospedale, Maicon è morto. I familiari si sono rivolti all’avvocato jesino Marco Polita. Anche l’azienda Ospedali Riuniti aveva aperto un’inchiesta interna per far luce sull’episodio.

All'autopsia di questa mattina saranno presenti i legali degli indagati con i loro consulenti e quelli della famiglia del ragazzo che nel procedimento è parte civile.

Lo sviluppo importante dell’inchiesta arriva dopo l’indagine sui 23 tra medici e infermieri del Salesi indagati per la doppia morte della mamma e del feto avvenuta durante il parto.

In quel caso le autopsie sulla mamme e su l feto sono già avvenute. I consulenti e il medico legali si sono presi del tempo per accertare bene cosa possa aver portato la mamma all’improvvisa morte, avvenuta successivamente al decesso del feto che portava in grembo.